Pescherie in lutto per Italuccio, 47 anni

PESCARA. Al porto lo conoscevano tutti. Il tempo libero che aveva lo trascorreva lì, guardando le barche e parlando per ore con i pescatori. Il mare era il suo mondo. Aveva 47 anni Italo Gaspari, per...
PESCARA. Al porto lo conoscevano tutti. Il tempo libero che aveva lo trascorreva lì, guardando le barche e parlando per ore con i pescatori. Il mare era il suo mondo. Aveva 47 anni Italo Gaspari, per tutti Italuccio, morto improvvisamente la notte fra domenica e lunedì a causa di un malore. Già da un po’ aveva cominciato ad avere qualche problema di salute.
“Italuccio”, oltre che alla Marina, era conosciutissimo anche in centro. Da anni lavorava nella pescheria all’angolo fra via Palermo e via Firenze, dove era amatissimo dai clienti. E in tanti, ieri mattina, nella cattedrale di San Cetteo hanno voluto salutarlo per l’ultima volta. Stretti accanto al papà di 92 anni e alla sorella Antonella, c’erano molti clienti, oltre naturalmente agli amici di sempre e ai colleghi di lavoro che hanno realizzato per lui un video con i momenti più belli, con la canzone “Vivere” di Vasco Rossi in sottofondo. «Lui», sottolinea Quinto Paluzzi, fondatore delle pescherie Il Delfino, di cui Italo Gaspari era dipendente, «amava la vita. Per me era come un figlio. Noi, più che una azienda, siamo una grande famiglia e io mi considero il papà di tutti. Italuccio ha lavorato con me all’inizio dal 1994 al 1998. Poi è tornato 10 anni fa. Nel vendere il pesce era un artista. Era bravissimo», prosegue Paluzzi, «e si faceva voler bene dai clienti. Anche i clienti lo adoravano».
«Era una persona unica», racconta commosso Luca Di Berardino, che da più di due anni lavorava con lui nel punto vendita di via Firenze. «Il lavoro era la sua vita e la sua passione. A volte mi faceva rimanere senza parole. Lui si ricordava i nomi e i cognomi di tutti i clienti. E non solo questo. Sapeva di ognuno di loro cosa mangiavano, i gusti e addirittura cosa avevano acquistato l’ultima volta che erano stati in negozio. E poi era molto affabile, sempre gentile ed educatissimo. Ci teneva che i clienti fossero contenti. Sapeva tutto sul pesce», prosegue Di Berardino. «Non aveva la patente e ultimamente per essere più indipendente aveva acquistato una bici elettrica; era felice. Con la bici andava al porto e restava lì ore».
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