Pesta il padre e si barrica in casa: la resa dopo sei ore

«Io ti ammazzo» e lo minaccia col coltello. I carabinieri evitano la tragedia
TOCCO DA CASAURIA. «Io ti ammazzo! Io ti ammazzo!». Sono circa le 8,40 quando le urla di Luca Settembrini, agricoltore stagionale di 27 anni, rimbombano nella casa di via XX Settembre, all’ingresso di Tocco da Casauria.
Tra lui e il padre, Alberto Settembrini, pensionato di 65 anni, è in corso una lite violenta che rischia di culminare in omicidio. Il giovane infatti colpisce più volte l’uomo con calci e pugni alle gambe, al torace, al volto e alla testa. Sarà la madre a correre all’esterno per chiedere aiuto, e a chiamare i carabinieri. Alle 9 sono sul posto sia il vice comandante della Compagnia dei carabinieri di Popoli, tenente Tonino Marinucci, che il comandante della stazione di Tocco maresciallo capo Marcello Santacroce, ma il giovane si è già barricato in casa. I militari comprendono subito la delicatezza della situazione: il giovane è in cucina, armato di coltello, e minaccia di uccidere il padre che, caduto a terra, sembra già morto. Poco dopo a Tocco arrivano anche il comandante del Nucleo operativo provinciale, tenente colonnello Gaetano La Rocca, e il comandante provinciale, il colonnello Marco Riscaldati.
È il colonnello a predisporre il protocollo per il salvataggio degli ostaggi. Viene chiamato un negoziatore, un carabiniere specializzato nel rapporto con i sequestratori, e allo stesso tempo viene richiesto l’intervento di una squadra dei Sos, i carabinieri specializzati nei blitz all’interno di spazi chiusi. Nel frattempo in via XX Settembre arrivano i vigili del fuoco, quindi i soccorritori della Misericordia di Alanno, più tardi anche un’ambulanza dall’ospedale di Popoli. Arrivano giornalisti, fotografi, cameraman. Via XX Settembre ora sembra un set cinematografico. Il negoziatore, un maresciallo della stazione di Torre de’ Passeri specializzato in queste emergenze, si avvicina all’abitazione ormai circondata dai carabinieri. È vestito in borghese, e comincia a parlare con il ragazzo da una finestra.
Luca Settembrini appare molto nervoso, instabile. Continua a minacciare il padre. Prima con un coltello, poi con una bottiglia rotta. Il negoziatore sa che il giovane soffre di un grave disagio, e con calma lo invita a motivare il suo gesto. Luca è confuso. Inizialmente parla dei soldi. Ieri era giorno di pensione, la lite quindi potrebbe essere scattata dopo una richiesta di soldi. Ma poi arriva un’altra motivazione a quel raptus di rabbia: un comportamento offensivo da parte del genitore. E poi un altro motivo. E poi un altro ancora. Il negoziatore lo tranquillizza, con calma gli spiega che lui può aiutarlo, che tutte le persone che sono fuori vogliono aiutarlo. Nulla. Le minacce contro il genitore si fanno sempre più forti. Nel frattempo arrivano davanti casa Settembrini il direttore del Centro di salute mentale (Csm) della struttura sanitaria di Tocco da Casauria, Sabatino Trotta, resosi disponibile a dare le proprie prestazioni, e la riabilitatrice psichiatrica Anna Rita Simone, che però fallisce un tentativo di colloquio.
Alle 13 arrivano i quattro militari del Sos, la Squadra operativa di supporto. Con l’arrivo del reparto speciale e la chiusura della strada, ora sembra veramente di stare nel bel mezzo di un set cinematografico. I familiari di Luca (oltre alla madre due sorelle, una sposata) sono ancora più preoccupati dell’evolversi della situazione. La delicatezza del momento viene sottolineata anche dall’arrivo del comandante della Regione dei carabinieri, il generale Carlo Cerrina. Il negoziatore chiede la collaborazione alla sorella del giovane: il telefonino può diventare il mezzo migliore per parlare al sequestratore. Luca Settembrini risponde. «Ciao sono A., come stai?». È la voce del negoziatore a parlargli. Il colloquio prosegue più pacato. Il tempo sta dando ragione al maresciallo che, con grande competenza e dolcezza, riprende a comunicare con il ragazzo.
Il tutto mentre all’esterno i quattro militari, armati di tutto punto, sono pronti a sfondare la porta principale di ingresso alla casa. Il colonnello Riscaldati dà lo stop. Facciamo quest’ultimo tentativo. Le perseveranza e la determinazione dei carabinieri alla fine avranno la meglio. Poco dopo le 14 il colonnello ordina ai Sos di ritirarsi e chiede alle ambulanze di avvicinarsi alle abitazioni. Luca Settembrini, accompagnato dal maresciallo con cui ha parlato tutta la mattinata, si siede nell’auto civetta dei carabinieri. Alberto Settembrini viene trasportato in barella nell’ambulanza del 118 e trasferito all’ospedale di Pescara. Verrà ricoverato in prognosi riservata in Neurochirurgia per emorragia cerebrale, frattura del setto nasale, trauma cranico, frattura di entrambe le gambe e contusioni varie. Più tardi anche il giovane verrà portato in ospedale per gli accertamenti. Per ora è libero, e la palla forse torna al sindaco di Tocco, Riziero Zaccagnini.
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