Pestaggio alla golena «Ci hanno chiesto aiuto poi sono volati i pugni»

Parla uno dei ragazzi picchiati nel parcheggio sul lungofiume «Quello che è successo a noi poteva accadere a chiunque»
PESCARA. «Ci eravamo fermati per aiutarli, ecco dove stiamo adesso». R.D., 31 anni, di Silvi paese, parla seduto su una sedia dell’ospedale dov’è ricoverato da domenica per i pugni presi da due sconosciuti che, dopo avergli chiesto aiuto per la macchina in panne ha aggredito lui e i suoi due amici, uno studente di 24 anni e un architetto di 30, nel parcheggio della golena sud, alle spalle di via delle Caserme. Un occhio ancora iniettato di sangue, mezza faccia gonfia, lesioni dell’orecchio con perforazioni del timpano, il 31enne che sta facendo l’ultimo anno della specialistica di Ingegneria è reduce dall’intervento per la frattura allo zigomo e all’orbita a cui è stato sottoposto martedì nel reparto di chirurgia maxillo-facciale. Ma come dice lui stesso, le ferite più profonde ce l’ha dentro. E mentre la polizia prosegue le indagini, dopo aver già arrestato uno dei responsabili e denunciato un altro, minorenne, R.D. accetta di parlare con il Centro per sgomberare definitivamente il campo da allusioni o sospetti circa la loro presenza nel parcheggio alle 5 di domenica mattina. «Ho sentito parlare di spacciatori, di droga, cose assurde che ci hanno fatto più male dei pugni. Io dico solo una cosa, se è successo a noi può succedere a tutti».
Ci racconti, com’è andata?
Eravamo stati prima a cena, poi con tutti gli amici, circa una quindicina, abbiamo raggiunto Pescara Vecchia verso mezzanotte e mezza. Ho parcheggiato sotto la golena, all’altezza del Caffè letterario più o meno. Cosa che non faccio mai perché la zona della golena non mi piace, ma pioveva. Gli altri ci aspettavano al Divino e lì siamo andati.
Poi?
Verso le 4 e mezza stavamo tornando a casa. Io e i due amici con cui ero arrivato, siamo tornati a prendere la mia macchina sotto la golena. Ci siamo messi dentro, ma appena partiti ci si è avvicinato un ragazzo a piedi che ci indicava di essere rimasto bloccato con la macchina, a pochi metri. Ci ha chiesto se potevamo avvicinarci che avevano i cavetti, il tempo di fargli ricaricare le batterie.
E vi siete fidati?
Io no per la verità. Eravamo contrari in due. Ma poi l’altro nostro amico (C.D.S. in prognosi riservata ndr) ha detto vabbè dai, è roba di due minuti. E così ci siamo avvicinati.
Loro quanti erano?
C’erano due ragazzi fuori. Dentro, sul sedile posteriore di quell’Audi, un altro ragazzo e due ragazze.
Voi siete scesi tutti e tre?
Io sono rimasto in macchina. Sul sedile di dietro, pioveva.
Dall’auto che cosa ha visto?
Ho iniziato a vedere che non mi piacevano. Dalle facce, da come si muovevano, dal modo come parlavano, ho iniziato a innervosirmi, anche perché non sapevano usare i cavetti, passavano i minuti e i miei amici erano ancora lì fuori. Dopo un quarto d’ora circa la macchina si è rimessa in moto, allora ho fatto cenno al mio amico (C.D.S. ndr) di avvicinarsi, gli ho detto stringi, la macchina è ripartita, andiamocene.
E lui?
Il tempo che si è girato e ha detto a quelli, “raga’ basta” e sono iniziati a volare i cazzotti. Ho visto il mio amico cadere a terra, sono sceso d’istinto dalla macchina ma non ho fatto in tempo ad aprire lo sportello che ci ho preso un pugno in faccia anche io. Per qualche secondo non ci ho capito niente, vedevo solo il mio amico a terra, sanguinante, che aveva perso i sensi. Non mi sono neanche reso conto che quelli scappavano, abbiamo solo pensato a chiamare 113 e 118.
All’altro amico, il terzo, com’è andata?
Lui aveva un braccio ingessato, gli hanno tirato un pugno sotto al mento.
Come si spiega una reazione del genere?
Secondo me gli ha dato fastidio il modo in cui il mio amico gli ha detto ora basta. Non riesco a immaginare altro.
Il suo amico è ricoverato in Neurochirurgia, in prognosi riservata, l’ha visto?
Sì, domenica sera sono andato a trovarlo ma a malapena riusciva a parlare.
Che sentimenti prova?
Tanta rabbia, perché sono cose che non possono succedere e per quello che si è detto di noi.
Tornerà a Pescara vecchia?
Ci ho passato gli anni a Pescara vecchia, ma non ci metterò più piede. È troppo cambiata, rispetto a 5-6 anni fa si è abbassato proprio il livello. Non è più un posto dove prendere una birra tra amici.
Che cosa si augura?
Mi auguro che ci sia più sicurezza per le brave persone. Noi c’eravamo fermati solo ad aiutarli.

