Pestato per una sigaretta Arrestati due fratelli

6 Luglio 2019

Montesilvano, incastrati da telecamere e indagini gli autori dell’aggressione avvenuta ad aprile ai danni di un 26enne che stava andando a lavorare in bici

CITTA’ SANT’ANGELO. I carabinieri della compagnia di Montesilvano hanno arrestato due degli autori del pestaggio avvenuto la notte del 13 aprile scorso ai danni di un 26enne di Città Sant’Angelo. Si tratta di due fratelli di Montesilvano di 25 e 35 anni che sono stati identificati sia grazie alla vittima dell’aggressione, sia attraverso la targa della macchina intestata a uno di loro e alle immagini delle telecamere di sicurezza presenti sulla Nazionale Adriatica, dove la violenza è avvenuta. Entrambi ora sono agli arresti domiciliari con le accuse di lesioni e tentata rapina.
Quella notte, ma ormai era quasi l’alba, il 26enne stava andando a lavorare in bicicletta quando venne praticamente fermato lungo la strada dall’automobile sulla quale viaggiava un gruppo di sconosciuti. Dal finestrino del veicolo uno dei passeggeri, poi identificato nel fratello più giovane, gli chiede una sigaretta. Il poveretto non fuma e quindi risponde con un diniego. A quel punto il ciclista viene costretto a fermarsi e sia i passeggeri che il conducente scendono dall’auto e cominciano a chiedergli soldi e quant’altro avesse in tasca. Il 26enne reagisce tentando di allontanarsi ma per tutta risposta riceve cazzotti sul viso e sul corpo che lo fanno anche cadere sull’asfalto. Finito il pestaggio, i tre o quattro balordi risalgono in auto e si allontanano, mentre il poveretto raccoglie la bicicletta e, lentamente, si dirige verso il pronto soccorso dell’ospedale di Pescara, dove giunge che sono ormai quasi le 5 di mattina.
I medici lo curano e dispongono per lui una prognosi di 30 giorni, salvo complicazioni, per fratture al setto nasale e trauma cranico. Poco dopo l’agente del posto fisso di polizia riceve la segnalazione da parte dei medici e le indagini sul pestaggio partono d’ufficio. Il giovane angolano è stato quindi ricoverato nel reparto di Otorinolaringoiatria e per molti giorni non ha potuto più lavorare, anche dopo le dimissioni. È stato l’agente di polizia in servizio, dopo aver ascoltato il ragazzo, ad inviare la denuncia ai suoi dirigenti.
A quel punto la polizia gira la denuncia ai carabinieri, che iniziano subito le indagini e, dopo aver raccolto le immagini di quella notte dalle telecamere presenti lungo la Nazionale, invitano il ragazzo a controllare le foto segnaletiche dei balordi già noti per vari precedenti. Le risultanze dell’indagine inchiodano i due fratelli e il rapporto in cui si fa richiesta di misura cautelare finisce nelle mani del magistrato. Ieri l’epilogo.
La procura accoglie la richiesta dei carabinieri e ordina gli arresti domiciliari per entrambi gli autori del pestaggio. I carabinieri, al comando del capitano Luca La Verghetta, ieri hanno eseguito l’ordinanza disponendo per i due fratelli gli arresti domiciliari. I quali ora attenderanno l’udienza preliminare da fare davanti al giudice. (l.d.f.)