Petizione anti-migranti «Ma non siamo razzisti»

3 Dicembre 2016

Manoppello, la vicesindaco Palmisano e il capogruppo comunale di maggioranza Di Bartolomeo si giustificano su Facebook sulla raccolta di firme dopo la messa

MANOPPELLO. Sì o no all'accoglimento dei migranti africani. La storia finita anche sulle cronache nazionali con la trasmissione televisiva di Rai3 Agorà con un servizio delle giornalista Rossella Ricchiuti, continua a tenere banco nella città martire dei minatori (migranti) di Marcinelle e del Volto Santo.

Nel mirino sono finiti prima il vicesindaco, Melania Palmisano, e il capogruppo di maggioranza, Lucio Di Bartolomeo, accusati di essere fra i promotori della raccolta di firme per scongiurare l'arrivo di 24 diseredati sradicati dalla propria terra; poi il proprietario del complesso turistico I Calanchi, Nicolino Moffa, contro il quale sono stati sollevati dubbi circa l'agibilità della struttura situata in Colle Sant'Andrea. I due rappresentanti dell'amministrazione spiegano che la loro presenza al banchetto allestito per una raccolta di firme anti-migranti, era finalizzato a «dare garanzie sul proprio impegno a scongiurare l'arrivo di immigrati in un luogo non idoneo, perché lontano dal centro abitato e non in grado di favorire l'integrazione quale fine primo dell'accoglienza e se «questo significa essere razzisti e fomentatori del malcontento, allora lo siamo», scrivono in un post su Facebook. Ma chi ha firmato, dicono gli accusatori, non era a conoscenza, e nessuno tra l'altro li ha informati, che la struttura di accoglienza sarebbe stata priva di agibilità.

Le oltre 800 firme della petizione sono state raccolte sul corso principale, nella mattinata di domenica, dopo la messa, su iniziativa soprattutto dei residenti della contrada Colle Sant'Andrea, sede del centro di accoglienza, e di altre tre frazioni limitrofe, preoccupati per la presenza in quelle zone di persone di provenienza sconosciuta. Ai due amministratori, si rimprovera di non aver contribuito a fornire informazioni precise sui futuri ospiti, perché poi si è venuto a sapere che la destinazione Manoppello per loro è stata preparata dalla cooperativa Polis insieme con l'Arci e che i migranti fossero in possesso di tutti i requisiti previsti dalle normative e ben conosciuti dalla forze dell'ordine.

A tutto questo si aggiunge che il proprietario della struttura ospitante ribadisce di essere in possesso di una agibilità provvisoria secondo quanto stabiliscono le leggi vigenti in materia edilizia, senza la quale non avrebbe potuto sottoscrivere un contratto per ospitare quelle persone. Ma, come si dice, tutto è bene quel che finisce bene. Ogni passaggio burocratico può essere chiarito, così come sembra chiaro che Palmisano e Di Bartolomeo non hanno niente contro i migranti.

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