Pettinari sfida gli spacciatori: «Li sfratterò dalle case popolari»

Il candidato civico ieri in via Lago di Borgiano e oggi in via Lago di Capestrano: «Non ho paura» «I delinquenti dicono di non votarmi, non farò sconti a nessuno: porterò negozi e servizi in periferia»
PESCARA. «I delinquenti di Rancitelli hanno fatto una chat su Whatsapp per dire che non bisogna votare Pettinari perché per loro sarebbe finita. E io, a questi criminali, dico che hanno ragione: con me sindaco, per loro, sarà finita davvero». Domenico Pettinari, candidato sindaco civico che si professa «equidistante dal centrodestra e dal centrosinistra perché tanto sono uguali», si presenta in via Lago di Borgiano, accende le casse e parla al microfono rivolto verso le case popolari. È il primo dei due comizi di Pettinari «sotto le case degli spacciatori di Rancitelli»: ieri in via Lago di Borgiano 20 e, oggi alle 17.30, in via Lago di Capestrano 15, lo stesso indirizzo in cui Pettinari, il 28 ottobre scorso, scoprì una soffitta per consumare il crack. Un fiume in piena: «Le minacce», dice Pettinari, «non mi fermeranno. Sfratteremo tutti quelli che non hanno diritto alle case popolari per dare gli alloggi alla brava gente: ci sono 450 famiglie in attesa perché gli appartamenti sono occupati dai delinquenti che spacciano e guadagno anche mille euro al giorno». E poi un affondo agli altri candidati in corsa per il Comune alle elezioni dell’8 e 9 giugno: «Sono vent’anni che noi rischiamo la vita in periferia», dice Pettinari, «le passerelle dei miei concorrenti in questi giorni gridano vendetta».
Davanti al candidato sindaco c’è uno slargo di terra polverosa e invaso dalle buste dei rifiuti con i piccioni e i gabbiani che si spartiscono l’immondizia. «Con noi in Comune, ci sarà tolleranza zero: non faremo sconti alla criminalità che finora ha regnato indisturbata», annuncia Pettinari. Secondo l’ex consigliere regionale, «le immagini del quartiere con l’immondizia e le strade rotte sono l’emblema dell’amministrazione comunale». Pettinari promette controlli: «Servono pattugliamenti misti tra le forze dell’ordine e l’Esercito, soprattutto a piedi, garantendo la sicurezza della zona 24 ore su 24. In strada ci sarà anche la polizia locale. Anche qui i cittadini hanno il diritto di vivere in tranquillità. Nel nostro programma», prosegue, «abbiamo anche previsto l’incremento del numero di telecamere, collegate in rete al sistema di lettura targhe in modo da consentire di intercettare le vetture rubate e fare scattare un alert, raggiungerle e sequestrarle. Un modo», secondo Pettinari, «per combattere più efficacemente i criminali che verrebbero facilmente individuati e bloccati, scongiurando scippi, furti, rapine, spaccio di droga e altri illeciti».
Pettinari spiega il suo piano sociale per la periferia: «È nostro compito dislocare innanzitutto alcuni uffici comunali in queste periferie, agevolando così ai residenti la possibilità di poterne usufruire; in più, dobbiamo inserire i servizi sociali spinti con logica predittiva che consentono di individuare tutte le situazioni di disagio, in modo da poterle prendere in carico e risolvere. Non dimentichiamo che la città di Pescara registra un tasso di povertà pari al 29,7% a fronte del dato nazionale che si attesta al 20%».
Altra promessa è «un’incisiva opera di detassazione che dia vita a una vera e propria zona franca, dove potranno vedere la luce nuove attività produttive. Tutto deve partire dagli amministratori che non si possono mai tirare indietro ponendo, se necessario, le priorità dei cittadini davanti a quelle personali. Credo di averlo sempre dimostrato non fermandomi di fronte a nulla, nemmeno le minacce personali che, anzi, mi hanno spinto ad andare sempre avanti e con maggiore forza. Le mie liste civiche, Pettinari Sindaco e Cittadini per Pescara, sono come due figli per me».

