Pettinari: siamo noi la vera alternativa, pronti al ballottaggio

10 Maggio 2024

L’esponente civico: Pescara ha gli stessi problemi di prima, sosterremo il commercio, basta multe con le telecamere

PESCARA. Domenico Pettinari, ex consigliere regionale, 44 anni, si presenta con il biglietto da visita del candidato civico: «Siamo noi l’alternativa», è il suo mantra.
La Pescara del 2024 è migliore della città di 5 anni fa?
«Pescara è stata amministrata negli ultimi decenni dal centrosinistra e dal centrodestra, che si sono alternati. Pescara del 2024 è una città sporca, in alcuni tratti maleodorante, piena di buche e insicura, come lo era 5 anni fa. Pescara, oggi, è soprattutto una città dove ogni tre negozi aperti ne troviamo uno chiuso; dove gli alberi vengono tagliati indiscriminatamente; dove i giovani, gli anziani e i disabili non hanno luoghi di aggregazione funzionali; dove le periferie sono lasciate in completo stato di abbandono. Una città piena di barriere architettoniche. Cinque anni fa Pescara presentava gli stessi identici problemi. Per questo, e per poter offrire risposte nuove e credibili, nasce la nostra coalizione civica. Indipendente ed equidistante da centrodestra e centrosinistra, che propone soprattutto programmi nuovi e diversi».
Di cosa ha bisogno, adesso, Pescara?
«Pescara ha bisogno di un governo cittadino nuovo, che rappresenti l’alternativa credibile e autorevole al centrodestra e al centrosinistra, che l’hanno governata per troppi anni fallendo e riducendola cosi com’è. Ha bisogno soprattutto di un sindaco che la ami davvero e la sappia rendere una città accogliente, attrattiva, accessibile, inclusiva, sostenibile, sicura, pulita e ordinata. Pescara ha bisogno di cambiare radicalmente, e per cambiare radicalmente non si possono rivotare i partiti che l’hanno governata negli ultimi decenni. Noi rappresentiamo l’unica alternativa».
Nel 2019 Masci vinse al primo turno, secondo lei cosa accadrà stavolta?
«Si andrà al ballottaggio. Grazie al consenso altissimo che stiamo ricevendo dai cittadini, che ci riconoscono come l’unica alternativa ai partiti, e grazie alla fiducia dei tanti delusi della politica, che riporteremo a votare, saremo i protagonisti principali nel turno di ballottaggio e sono sicuro che i cittadini ci premieranno».
Alle elezioni regionali di due mesi fa, ha votato solo il 53,31% dei pescaresi: perché in tanti non vanno più a votare?
«Perché decine di migliaia di pescaresi sono rimasti delusi dai partiti che hanno governato negli ultimi decenni Pescara e Regione Abruzzo. Perché il centrodestra e il centrosinistra non sono più riusciti a dare risposte ai tanti bisogni della nostra gente e perché si sono rivelati facce della stessa medaglia».
Qual è il suo pregio?
«L’umiltà e lo spirito di servizio. Per me la politica è servire il cittadino, anche a costo della propria vita, e credo di averlo dimostrato rischiando la mia vita per tutelare quella degli altri combattendo la criminalità a viso aperto nelle zone “calde” della nostra terra».
E quale sarebbe il valore aggiunto della sua squadra?
«Una coalizione civica, indipendente e fuori dai partiti, che è portatrice di programmi innovativi per il rilancio della nostra Pescara, che deve necessariamente ripartire dal commercio e dal turismo».
Se vincesse le elezioni, cosa farebbe subito da sindaco?
«Lavorerei per risolvere i grandi problemi del nostro porto, mirando a ripristinare un collegamento navale stabile con l’altra sponda dell’Adriatico; sostegno massimo al commercio, inaugurando la stagione delle semplificazioni; spegnimento dei T-Red; rivisitazione viabilità in viale Marconi; invertire la stagione oscura della mattanza degli alberi; mireremo a raggiungere gli obiettivi: zero buche sulle strade, città pulita, ordinata e sicura in cui famiglie, minori, anziani e disabili non saranno lasciati più soli ma ascoltati e aiutati». (p.l.)