Pettinari: solo 12 pediatri per 13mila bimbi

Il vice presidente M5S del consiglio regionale denuncia anche le lunghe liste di attesa per le visite
PESCARA. Appena 12 pediatri disponibili a Pescara rispetto a 13.585 bambini censiti. Sono i numeri di una nuova emergenza, quella dei medici che assistono i piccoli da 0 a 6 anni (o eventualmente fino a 14 anni, per scelta dei genitori, in alternativa al medico di famiglia), sempre più difficili da trovare dopo le mancate sostituzioni a seguito di pensionamenti o trasferimenti. Un dramma per tante famiglie. L’allarme è stato rilanciato ieri dal vice presidente del Consiglio regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari durante un incontro convocato «per dare risposte ai cittadini sui temi più caldi della sanità abruzzese» e per porre domande all’assessore regionale al ramo Nicoletta Verì su vaccini, personale sanitario, ospedali e liste d’attesa. «La Regione, a marzo e settembre di ogni anno», spiega Pettinari, «pubblica sul bollettino ufficiale l’elenco delle zone carenti di pediatri convenzionati per l’assistenza primaria, individuate nel semestre precedente dalle aziende sanitarie. È emblematico che nel comune di Pescara da circa 15 anni non è stata rilevata alcuna carenza e quindi non sono state assegnate nuove sedi ai pediatri inseriti nelle graduatorie. A fronte di una popolazione pediatrica di 13.585 unità (tra 0-6 e 7-14 anni) operano a oggi 12 pediatri di libera scelta. Ne deriva che il numero di assistiti per ciascun pediatra supera il numero delle 800 unità previste dal massimale, in netto contrasto con l’accordo collettivo nazionale». Come conferma la funzionaria regionale Rossella Di Meco, le graduatorie dei medici pediatri «ci sono e vengono aggiornate ogni anno entro il 31 gennaio», eppure la carenza di professionisti disponibili continua a costituire un problema per centinaia di bimbi rimasti senza assistenza pediatrica e per i loro genitori, costretti a ripiegare su visite a pagamento o sui medici di medicina generale.
«E’ necessario», sbotta Pettinari, «che la Giunta ci dica se è vero che ci sono pediatri che superano il limite degli iscritti e la Asl tollera questa situazione, se l’assessore è a conoscenza che esistono le sentenze della Corte di Cassazione che affermano che l’assunzione da parte di un medico o pediatra di libera scelta di un numero di assistiti eccedente il massimale costituisce una condotta contraria alla legge e perché non si interviene per colmare questa anomalia». Un’altra questione sollevata riguarda le visite programmate e bloccate a causa del Covid: circa 200mila prestazioni di specialistica ambulatoriale, secondo la stima di Pettinari, tra visite oncologiche, cardiologiche, ortopediche, oculistiche che, in questo momento di emergenza sanitaria, stanno ingrossando le liste d’attesa. «Il 13 luglio 2020 la Regione ha comunicato al ministero della Salute la strategia che avrebbe attuato per recuperare le liste di attesa dopo il lockdown, come l’allungamento degli orari fino alle 22 nelle giornate festive in tutte le strutture sanitarie, l’aumento delle ore di servizio dei medici specialisti ambulatoriali, il monitoraggio delle prescrizioni per l'appropriatezza e l’ottimizzazione delle agende delle strutture pubbliche e private. Ma a oggi non riusciamo a vedere se questi propositi siano stati attuati e l’utenza che ci contatta ci conferma che non vi è alcuno slittamento di orari delle visite». Tra le altre criticità messe in luce da Pettinari, l’impossibilità di pagare il ticket online alla Asl di Pescara «con l’obbligo per gli utenti di recarsi al Cup dove di recente è scoppiato un focolaio Covid», l’ospedale di Penne «in stato di abbandono» e, infine, i mancati vaccini agli studenti di Medicina delle facoltà di Chieti e dell’Aquila «che da circa un anno non possono svolgere i tirocini in ospedale e quindi non riescono a laurearsi».

