Pianella, maggioranza in bilico: chieste le dimissioni del sindaco

Sette consiglieri chiedono a Marinelli di mollare. Ma lui replica: «Andrò avanti con un rimpasto» Si apre lo scontro tra il segretario regionale della Lega D’Eramo e il leader provinciale FI Sospiri
PIANELLA. La crisi che investe l’amministrazione del sindaco di Pianella Sandro Marinelli (Lega) diventa terreno di scontro della politica regionale. La maggioranza comunale è appesa un filo, perché sette consiglieri, tre dei quali eletti nella lista di Marinelli, chiedono al sindaco di dimettersi.
Nel frattempo, il segretario regionale leghista Luigi D’Eramo accusa Forza Italia di «fare squadra con il Pd» e si scontra con Lorenzo Sospiri, leader provinciale di FI. Non è un mistero che in maggioranza ci sia maretta da tempo. Alla vigilia delle elezioni regionali del 2019 Marinelli, tra l’altro ex Forza Italia, ha ritirato le deleghe ai forzisti Romeo Aramini e Davide Berardinucci. Più recente è invece l’esclusione dalla giunta di Massimo Di Tonto, ex Pd rimasto comunque dell’area di centrosinistra. I tre compongono oggi il gruppo consiliare «Uno obiettivo in comune», che due giorni fa ha sottoscritto un comunicato con chi già era all’opposizione: il segretario locale del Pd Gianni Filippone, con a capo della lista «Pianella vicina» nel 2018 aveva sfidato Marinelli, e il gruppo di «Vivere Pianella» di Anna Bruna Giansante, Annida Sergiacomo e Denis Sposo.
I sette (su 13 componenti del consiglio comunale compreso il sindaco) hanno chiesto al primo cittadino di «prendere atto che vi è una nuova maggioranza: da tempo avrebbe dovuto aprire la crisi alla luce del sole, azzerare la giunta e rimettere le proprie dimissioni». Per questo «macro-gruppo» consiliare «Marinelli è l’unico responsabile della crisi istituzionale e politica di Pianella». Ma il primo cittadino ostenta serenità. «Sono molto tranquillo perché ho già preso una posizione lineare», commenta, «non sono state formulate motivazioni dal punto di vista politico e amministrativo. Ritengo incomprensibile la sottoscrizione di quel comunicato da parte di esponenti di Forza Italia che di recente, faccia a faccia, mi hanno espresso posizioni diverse».
È possibile che se ne esca con un rimpasto di giunta? «Assolutamente sì», ribatte Marinelli, «del resto Aramini e Berardinucci sono stati eletti nella mia lista e con loro spero di continuare sulla traccia del nostro programma elettorale, ridisegnando giunta e deleghe».
Intanto il caso Pianella diventa regionale, con il segretario D’Eramo che accusa: «Ci sta tutto che il Pd faccia il proprio gioco di opposizione, ma che a tale gioco al massacro partecipino consiglieri di Forza Italia ed eletti nella maggioranza, con la regia dell’attuale presidente del consiglio regionale e coordinatore provinciale, è inaccettabile». «Siamo ai minimi livelli della lealtà politica», tuona il leghista D’Eramo rivolgendosi a Lorenzo Sospiri, i cui rapporti con Marinelli sembra si siano incrinati in occasione della campagna elettorale delle Regionali. Arriva poi la risposta di Sospiri: «L’onorevole ha avuto un racconto non veritiero di quanto sta accadendo», dice a D’Eramo, «personalmente ho sempre lavorato per ricompattare il centrodestra, ma credo che tale opera di ricucitura debba sempre trovare le parti disponibili al dialogo, che non penso si possa pretendere». «L’ottimo lavoro svolto da Marinelli», conclude il vice presidente, «è noto all’intero creato, ed è sicuramente dipeso per buona parte dal sostegno che il sottoscritto gli ha sempre fornito».
Di certo c’è che Marinelli, per continuare a governare Pianella, dovrà ridisegnare la giunta senza scontentare chi è rimasto sempre fedele a una maggioranza politicamente trasversale, dove ci sono ancora un paio di esponenti di centrosinistra.
Per scongiurare le dimissioni, qualcuno dei sette dovrà tornare dalla parte del sindaco, tra l’altro rinnegando un documento riservato firmato il 25 luglio, nel quale in sei (Di Tonto non ha firmato) si sono impegnati a «mantenere le posizioni attuali in opposizione al sindaco fino al termine del suo mandato, rifiutando ogni proposta di aderire alla maggioranza».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

