Piano anti rumori, è scontro I locali lanciano l’appello: «Non si spegne la movida»

1 Aprile 2023

La proposta delle associazioni: un regolamento per la convivenza con i residenti «Dopo piazza Muzii e il centro storico, a rischio anche le feste sul lungomare»

PESCARA. «Il Piano di risanamento acustico che a breve tornerà in consiglio comunale per l’approvazione definitiva va azzerato perché ha un carattere esclusivamente punitivo» nei confronti dei locali della movida. E c’è il rischio che dopo «aver pensato le regole per il distretto di piazza Muzii si arrivi alle porte dell’estate ad estenderle anche alla Riviera», in caso di sforamento dei limiti, tenendo conto che sono state già «esportate, temporaneamente, a Pescara Vecchia». È l’allarme di Cna, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti, attraverso i rispettivi presidenti Cristian Odoardi, Giancarlo Di Blasio, Riccardo Padovano e Marina Dolci. La questione non investe solo le attività direttamente coinvolte e va oltre Pescara. Essendo stata prevista «un’impostazione fortemente limitativa della libertà di iniziativa economica privata delle attività commerciali», si rischia di provocare «effetti economici devastanti su tutta la città, minando la vocazione naturale di Pescara alla vita notturna e al divertimento» per cui «il problema riguarda tutti». E poi «questa idea di città, nell’ottica della nuova Pescara, rischia di condizionare anche gli altri Comuni che ne faranno parte, con tutto quello che ne può conseguire a livello economico», sostengono le associazioni di categoria.
«Se nelle altre città si investe, a Pescara si disincentiva, con effetti prevedibilmente devastanti per l’economia», dicono ancora contestando il Piano del Comune e mettendo in evidenza che si dovrebbe pensare anche «all’equilibrio sociale che si sta faticosamente cercando di riconquistare dopo l’emergenza sanitaria e la crisi energetica ancora in corso».
Le azioni previste dal Piano, fanno notare, mirano a «diminuire il contributo antropico del rumore, riducendo il numero di persone in circolazione». Ma, di fatto, «non avrebbero alcun effetto sui rumori e porterebbero, invece, alla morte le attività di ristorazione e somministrazione di alimenti e bevande nella zona di piazza Muzii, danneggiando il commercio del centro». Lo dimostra uno studio dell’Arta di novembre scorso (dal lunedì al mercoledì) che ha fatto emergere «valori oltre i limiti nonostante la scarsissima presenza di persone».
«Prima che il Piano distrugga l’economia turistica ed economica condannando Pescara a rinunciare alla propria vocazione commerciale», proseguono i quattro presidenti, «le associazioni chiedono di azzerare il Piano, di adottare un regolamento per la convivenza tra le funzioni residenziali e le attività di esercizio pubblico e di svago» seguendo gli esempi di altri Comuni come «gli incentivi per i locali per l’acquisto di serramenti antirumore o sperimentando i teli fonoassorbenti. Le iniziative possibili sono molte e passano per un tavolo aperto per trovare la soluzione migliore, saldando le esigenze dei residenti allo sviluppo dell’economia e della qualità della vita». Il Piano, contestano infine, prevede «azioni improntate a una logica repressiva» come «l’installazione di semafori che segnalino lo sforamento dei livelli di rumore e la possibilità che gli esercenti debbano pagare un addetto ai controlli». (f.bu.)