Piano d’Orta, interrogatori a vuoto

25 Novembre 2018

Non hanno risposto alle domande 4 dei 6 indagati nell’inchiesta sui veleni del sito ex Montecatini

BOLOGNANO. Si chiude con un nulla di fatto il giro di interrogatori di quattro dei sei indagati coinvolti nell'inchiesta sull'inquinamento del sito ex Montecatini della frazione di Piano d'Orta del Comune di Bolognano. Anche il dirigente della Regione, Franco Gerardini, e il responsabile del settore ambiente della polizia provinciale, Antonio Ricordi, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere alle domande dei carabinieri forestali delegati dal pm Salvatore Campochiaro.
Lo stesso avevano fatto due giorni prima il sindaco di Bolognano, Silvina Sarra (accusata di omessa bonifica), e il comandante della polizia provinciale, Giulio Honorati. Il motivo, stando a quanto avrebbero sostenuto i quattro indagati con i rispettivi difensori, è che a scatola chiusa, e cioè senza avere piena cognizione delle contestazioni, non è possibile difendersi. Tutti sono infatti in attesa di conoscere le carte del procedimento che il magistrato dovrà mettere a disposizione delle difese: soltanto dopo gli indagati potrebbero decidere di rispondere alle domande degli investigatori.
Il sito scoperto dai carabinieri forestali del comandante Angelozzi, è piuttosto esteso, con una superficie di circa 12mila metri quadri: sito dove, fino al 1965, era attivo l'impianto elettrochimico della società Montecatini. A Gerardini, dirigente del servizio rifiuti della Regione, il pm contesta l'omessa bonifica del sito e il reato di omissioni di atti d'ufficio in quanto «ometteva, dal 11 ottobre 2010, di inserire il sito denominato comparto “Z” tra quelli potenzialmente contaminati, nonostante la società Moligean (il legale rappresentante risulta iscritto nel registro degli indagati per omessa bonifica, anche se non si comprende il suo coinvolgimento) il 27 gennaio del 2009 avesse inviato il piano di caratterizzazione e le relative analisi da cui emergeva il superamento dei livelli di inquinamento. Tale circostanza ha impedito di inserire il sito nel piano di bonifica regionale, presupposto per esperire il potere sostitutivo della Regione nei soggetti inadempienti».
I soggetti in questione sarebbero i vertici di Edison (sono indagati il presidente e l'amministratore delegato della società che già da qualche tempo hanno depositato delle memorie difensive e per questo motivo non è stato disposto il loro interrogatorio), individuati dalla Provincia. Provincia che rimase inspiegabilmente inoperosa per cinque lunghi anni: dal 6 luglio del 2010 (data della nota con cui si richiedono le indagini) al 21 aprile del 2015, data della relazione che servì per l'emissione dell'ordinanza con la quale si chiedeva a Edison di avviare la bonifica: ordinanza che la società impugnò davanti al Tar.
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