Piano da 18 milioni per il Carmine

27 Dicembre 2014

Penne, la struttura sanitaria è chiusa da 25 anni. Il manager Asl vuole riaprirla

PENNE. Abbandonata e senza essere utilizzata da ormai circa 25 anni, la struttura sanitaria del Carmine di Penne potrebbe presto rinascere a nuova vita. Una buona notizia per Penne e l’area vestina dopo la penalizzante decisione di chiudere il punto nascita dell’ospedale San Massimo, che tanto ha fatto discutere in questi giorni.

Il manager della Asl di Pescara, Claudio D’Amario, nei giorni scorsi, ha consegnato alla giunta regionale un progetto per trasformare il mai aperto complesso ospedaliero del Carmine in una maxi e all'avanguardia residenza per anziani. Per la riconversione e il consolidamento sismico della struttura verrebbero utilizzati 18 milioni di euro reperibili dai fondi Inail che ha fatto registrare un’eccedenza di cassa di ben 4 miliardi di euro che possono essere utilizzati per l'adeguamento e il potenziamento delle strutture sanitarie.

«Se la Regione dovesse accettare la proposta di D'Amario verrebbe attivato immediatamente l'iter», ha spiegato il sindaco di Penne Rocco D’Alfonso. «L'attuale struttura per gli anziani presente a Penne, la casa di riposo De Sanctis-Del Bono, presenta diversi criticità: sia in termini di confort per gli ospiti, sia dal punto di vista strutturale essendo ubicata in una zona angusta del centro storico. Come amministrazione», ha proseguito il sindaco, «sicuramente, faremo pressione nei confronti dei rappresentanti regionali affinché venga approvato il progetto presentato dalla Asl e venga avviata una rapida riconversione della struttura sanitaria del Carmine». Il primo cittadino di Penne, sull'argomento, ha già avuto un confronto con l'assessore regionale Marinella Sclocco. Lunga e tortuosa fino ad oggi la storia del complesso sanitario del Carmine. Costato 25 miliardi di vecchie lire e iniziato a fine anni Sessanta su finanziamento della Provincia di Pescara, il complesso non è mai stato attivato al cento per cento.

Nelle intenzioni iniziali doveva fungere da ospedale psichiatrico, ma con la legge 180 del 1978, meglio nota come legge Basaglia, e l'abolizione dei manicomi, venne deciso di farne un centro all'avanguardia per la geriatria. Furono acquistati tutti gli arredi e le attrezzature necessarie, per un costo ulteriore di oltre un milione di euro, e l'imponente struttura fu dotata anche di una sala convegni da 300 posti. Ma da anni il complesso vive nel degrado e nell'abbandono. Solo una piccola parte dell'immensa struttura è utilizzata per alcuni servizi del distretto sanitario pennese. Anche le telecamere di Striscia la notizia hanno documentato lo sperpero di denaro pubblico rappresentato dall'ospedale del Carmine.

All'interno dell'imponente complesso ospedaliero sono stati documentati saloni e stanzoni vuoti, bagni intonsi, attrezzature mediche e ascensori doppi mai utilizzati. Il progetto avanzato dal manager D'Amario per sbloccare l'iter che da anni blocca l'ospedale del Carmine potrebbe risultare una grande risorsa, anche dal punto di vista economico, per tutto il comprensorio vestino. Al momento, però, purtroppo, le uniche certezze per Penne e per tutti i contribuenti sono i soldi sperperati per la costruzione di un'imponente struttura mai utilizzata.

Francesco Bellante

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