Piazza Gure, il pino caduto non era potato da 10 anni

24 Novembre 2018

Dopo il crollo di due giorni fa del grosso ramo, l’agronomo del Comune spiega «Sono piante vetuste, che risalgono al Ventennio, le stiamo controllando»

PESCARA. «Quell’albero non viene potato da 10 anni, ma è un nostro sorvegliato speciale. Ben vengano i monitoraggi che stiamo effettuando sul patrimonio arboreo cittadino che è vetusto e molte piante dovranno essere espiantate». Sul crollo, senza conseguenze per persone o cose, della grossa fronda di pino in piazza Grue, giovedì pomeriggio, interviene l’agronomo del Comune Mario Caudullo. Il tecnico, lunedì scorso, insieme all’assessore al Verde urbano Antonio Blasioli ha illustrato un piano per il controllo e il monitoraggio di 1075 alberature sparse sul territorio cittadino. Le indagini sono già partite da cinque giorni ad opera di una équipe di esperti forestali provenienti da Torino, coordinati da Carlo Leone.
Il pino di piazza Grue rientra nel piano delle ispezioni del Comune nell’ambito della seconda campagna per la mitigazione dei rischi derivanti dalla stabilità delle piante, dopo quella del 2016. Le verifiche dell’amministrazione comunale andranno avanti per i prossimi 4 mesi, ma intanto, complice anche il maltempo, gli alberi continuano ad abbattersi sulle strade e i marciapiedi della città mettendo a rischio l’incolumità di passanti e automobilisti. Anche in questo caso si tratta del cedimento di un ramo come nel caso di via Avezzano, dove alcune settimane fa il crollo di un pezzo di pioppo ha mandato una donna in ospedale per le ferite riportate mentre si trovava all’interno dell’abitacolo di una macchina parcheggiata.
Caudullo spiega che l’albero di piazza Grue (per la cui rimozione dalla sede stradale è stato necessario l’intervento di vigili del fuoco, polizia municipale e Attiva) è «senescente, vetusto» esattamente come buona parte del patrimonio arboreo cittadino «risalente al Ventennio». Ma quel pino, spiega Caudullo, «è un nostro sorvegliato speciale, ne teniamo sotto controllo l’inclinazione. Non viene potato da una decina d’anni, ma in alcuni casi può essere un decorso normale. In ogni caso le piante sono troppo vecchie e questo monitoraggio era necessario. La caduta del ramo è la conseguenza dell’assetto evolutivo della pianta». Piante che «come gli esseri umani», ha detto nei giorni scorsi Blasioli, «nascono, crescono e muoiono».
Detto ciò, fortunatamente, l’albero non è crollato addosso a nessuno e le indagini, da parte della ditta incaricata dal Comune, proseguono anche con l’ausilio di attrezzature altamente all’avanguardia come tomografi e pulling test, ovvero prove di carico attraverso trazioni. Alla fine degli accertamenti, si procederà agli «espianti» delle piante malate e da sostituire. (c.co.)