Piazza Salotto nel degrado L’assessore: sogno il Calice

27 Agosto 2015

L’area è in stato di abbandono, Marchegiani rivuole il bicchiere di Toyo Ito Ma il vice sindaco Del Vecchio esclude interventi in zona: «Sono altre le priorità»

PESCARA. I pensatori di lingua tedesca lo chiamano «Unheimlichkeit», lo spaesamento, il non sentirsi a casa propria, insomma un senso di vuoto, come alcuni degli intervistati dal Centro hanno voluto sottolineare a proposito di quella che una volta era un punto d’incontro e d’identità imprescindibile della città. E chissà, forse sarà per questo, anche se a lei piace così com’è, che l’assessore comunale, Paola Marchegiani, con delega alla Qualità ambientale e al Patrimonio culturale, ha un desiderio riposto del cassetto: «Quello di riportare il calice di Toyo Ito a piazza Salotto». Già, poiché è a proposito di piazza Salotto (al secolo, piazza della Rinascita) che i cittadini hanno parlato (vedi articolo in basso) di degrado e abbandono, evidenziando anche alcune “trappole” per i passanti.

E proprio riferendosi al cosiddetto “bicchierone” - voluto nel 2008 dall’ex sindaco di centrosinistra Luciano D’Alfonso (oggi a capo della giunta regionale), poi collassato, e oggetto di un contenzioso con la ditta di Pomezia che l’ha realizzato, la Clax Italia - ma soprattutto al suo autore giapponese, Marchegiani aggiunge: «Comunque vada sul risarcimento danni che è stato richiesto dal Comune, io vorrei che tuttavia, se non dovessimo riavere il “bicchiere”, vorrei che con Toyo Ito si riaprisse una collaborazione, per avere un’altra sua opera d’arte». E infatti uno scambio di e-mail tra l’attuale amministrazione comunale di centrosinistra e l’archistar nipponica è attualmente in corso, mentre il “calice”, in polimetilmetacrilato, a titolo gratuito da marzo scorso, in attesa che si decida sul suo destino, è ricoverato presso l’azienda che l’ha prodotto.

Tanto che l’amministrazione comunale, ha fatto sapere il vice sindaco Enzo Del Vecchio, a settembre avvierà una serie di incontri e di riunioni con al centro l’argomento dello Huge Wine Glass, il nome ufficiale del “bicchierone”. «Ma comunque», prosegue Marchegiani, «la piazza può piacere o non piacere, così come accade per qualsiasi opera d’arte». Una storia dunque travagliata, quella degli ultimi anni di piazza Salotto (sorta nel 1947 con un progetto dell’architetto Luigi Piccinato), poi restaurata nell’aprile del 2006 (sotto la prima giunta di centrosinistra D’Alfonso), la quale nel 2011 vede un progetto da parte della giunta di centrodestra del sindaco Luigi Albore Mascia. Con un finanziamento previsto di circa 2 milioni di euro, il governo cittadino aveva proposto due anni fa di introdurre una fontana con giochi d’acqua sulla parte nord della piazza, rivolta verso il centro, accompagnata da delle panchine e da pannelli fotovoltaici. In più, si leggeva nel progetto, erano previste anche una diversa pavimentazione, di colore più chiaro della attuale, contornata da disegni, e delle fiorere. Alla nuova piazza però si oppose l’opposizione di centrosinistra, in particolare il Partito democratico, di cui fu accolto un ricorso presentato alla Sovrintendenza dei Beni culturali, la quale decretò che doveva essere rispetta l’idea di «vuoto urbano» pensata da Piccinato. Anche il Concorso di idee, bandito sempre dalla giunta Mascia, nel 2013, non ebbe poi un seguito, anche se il 5% della popolazione, attraverso un referedum, si espresse in maggioranza a favore dell’introduzione di una fontana monumentale artistica, e, a seguire, di un’opera d’arte di un’archistar, di un giovane artista e infine per un nuovo arredo urbano. Ma piazza Salotto, almeno nei prossimi anni, rimarrà così. Per Del Vecchio, tra l’altro assessore ai Lavori pubblici, «le priorità di Pescara sono altre e per quanto ci riguarda la piazza assolve alla sua funzione, che è quella della sicurezza. La piazza può anche non piacere», osserva il numero due della giunta del sindaco Marco Alessandrini, «ma noi abbiamo dapprima una serie di strade da sistemare».

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