Picchia a sangue la fidanzata Arrestato, ma subito in libertà

11 Dicembre 2016

Paura in via Firenze: la ragazza si rifiuta di denunciarlo dopo la prima aggressione E lui sfonda la finestra e torna alla carica. I vicini sentono le urla e chiamano la polizia

PESCARA. Un’altra porta chiusa, le urla, il terrore che rimbalza fuori, i vicini che strillano alla polizia di fare presto e alla fine, questa volta, la porta che si apre quando c’è ancora tempo. Quando la donna, malmenata a sangue dal compagno, si può ancora salvare.

Venerdì notte, per fortuna, in via Firenze non è andata come per la povera Jennifer, uccisa dieci giorni fa dal fidanzato che lei aveva deciso di lasciare mentre la mamma, chiusa fuori casa dal ragazzo, aspettava la figlia che tornasse con le sue ultime cose. Questa volta la vittima, 26 anni proprio come Jennifer Sterlecchini, ha avuto la forza di divincolarsi dal fidanzato dopo dieci minuti che la polizia batteva da fuori contro la porta. E sanguinante, con il naso rotto, piena di morsi e lividi, è riuscita ad abbassare la maniglia mentre l’uomo, piombato in casa poco prima sfondando una finestra, continuava a trattenerla e a picchiarla. L’hanno salvata i poliziotti della Volante diretti da Paolo Robustelli che già un paio di ore prima, sempre allertati dai vicini, erano intervenuti per un’altra lite tra i due. Scatenata sempre per la gelosia di lui.

Alla fine Michele Fallucchi, 35 anni, di San Nicandro Garganico (Foggia) è stato arrestato per lesioni, violazione di domicilio e resistenza a pubblico ufficiale, dopo aver tentato anche la fuga con la scusa di andare in bagno, mentre era piantonato in ospedale per farsi medicare. Ma adesso è di nuovo libero: dopo la convalida dell’arresto, su richiesta del pm Rosangela Di Stefano, il giudice Marino lo ha rimesso in libertà (per la sua incensuratezza) disponendo nei suoi confronti il divieto di dimora a Pescara.

«Voglio cancellare tutto», ha appena la forza di dire la 26enne, anche lei della provincia di Foggia, raggiunta al telefono dal Centro, «non ho nulla da aggiungere». Parlano per lei i fatti ricostruiti dai poliziotti.

E sono questi. I due hanno avviato una relazione quest’estate e da poco si sono trasferiti a Pescara. Hanno degli amici e con loro venerdì sera decidono di passare la serata tra i locali di Pescara vecchia. Lui, come racconterà poi ai poliziotti giustificando il livido all’occhio, ha un alterco con il buttafuori di un locale. È ubriaco, vengono alle mani. Nel frattempo lei dice di non sentirsi bene, e si fa accompagnare a casa da alcuni amici. Lui però la perde di vista. E, ubriaco, inizia a farsi assalire dalla rabbia e dalla gelosia. Così arriva sotto la palazzina dove dimorano, in via Firenze all’angolo con via Ravenna, si arrampica sull’impalcatura esterna, piomba nel balconcino al primo piano, sfonda a calci il vetro della finestra e si avventa contro la fidanzata. Una lite violenta che sveglia alcuni vicini. Loro si preoccupano, scendono in strada, ulrano, ma lui si affaccia e impreca anche contro di loro. Che a quel punto chiamano la polizia. Quando gli agenti arrivano trovano la donna sotto choc, che sanguina da una ferita all’orecchio sinistro. Ha un vistoso morso sul petto ed escoriazioni sul volto. La ragazza dice di essere stata malmenata dal fidanzato per motivi di gelosia, come già era successo un paio di settimane fa; accetta l’aiuto dei sanitari del 118 che la trasportano in ospedale ma si rifiuta di denunciare il fidanzato. «Basta che se ne va», dice ai poliziotti. Ma quando, dopo una mezz’oretta, rincasa dall’ospedale, lui è di nuovo là. Dentro casa. L’uomo, dopo essere passato di nuovo dalla finestra, salendo dall’impalcatura che dà sul marciapiede di via Firenze, la sta aspettando più arrabbiato di prima.

E infatti scoppia il pandemonio. Ancora urla, ancora pugni e morsi. Stavolta la ragazza è sfinita e terrorizzata. Sanguina. Le urla svegliano di nuovo i vicini, che richiamano il 113. I poliziotti si precipitano di nuovo, solo che stavolta nessuno apre. Per dieci minuti le provano tutte per poter entrare. Ma lui la tiene bloccata. Fino a quando la ragazza riesce a divincolarsi e ad aprire. È salva.

©RIPRODUZIONE RISERVATA