Pierboni: dopo i lavori le pile resisteranno a forti terremoti

PESCARA. L’ingegner Luigi Pierboni è il responsabile della direzione lavori per la messa in sicurezza di A24 e A25Da quanto tempo avete iniziato i lavori?«Per questo lavoro in particolare, a Bussi,...
PESCARA. L’ingegner Luigi Pierboni è il responsabile della direzione lavori per la messa in sicurezza di A24 e A25
Da quanto tempo avete iniziato i lavori?
«Per questo lavoro in particolare, a Bussi, da una settimana. La messa in sicurezza, invece, è partita con l’antiscalinamento da maggio 2017, ma alcune lavorazioni erano già avvenute negli anni precedenti. Su 7 viadotti (Cerchio, Collarmele, Palude, Campane e altri tre) i lavori già completati a ridosso del terremoto del 2009. Subito dopo il sisma abbiamo messo a posto tutti i viadotti in cui era avvenuto lo scalinamento».
Anche il terremoto di Amatrice ha prodotto danni?
«Evidenti solo al viadotto Popoli perché ha fatto fuori i rulli, gli appoggi cilindrici».
Quale è il grado massimo di magnitudo di terremoto sostenibile dai piloni?
«Magnitudo 7, però i nostri conti non son fatti sulla magnitudo ma sugli anni di ritorno, e cioè che più il terremoto è grosso e più è difficile che ritorni. Per esempio uno di magnitudo 8 si calcola ogni mille anni».
Andiamo sulla pratica. Il terremoto che si teme di più è quello di Sulmona.
«L’ultimo grosso è quello del 1700, ma entro magnitudo 7, una volta completato l’adeguamento sismico, sarà tutto in sicurezza e si potranno tranquillizzare gli automobilisti. Con l’antiscalinamento anche il 6° è sostenibile. Ovvio che in caso di scossa chiuderemmo l’autostrada. Attualmente, con le pile così, senza i lavori che vogliamo fare e che non ci fanno fare, ma che abbiamo iniziato a spese di Strada dei Parchi, oggi l’autostrada dal punto di vista del normale esercizio ha un indice di sicurezza maggiore di un anno fa».
Chi lo dice?
«Prima di tutto perché abbiamo fatto la messa insicurezza urgente con il progetto antiscalinamento. Poi lo hanno fissato le verifiche che il Ministero ci ha chiesto. Con certi dati di carico e l’ammaloramento esterno di oggi su molte pile siamo comunque sopra il coefficiente 1, quello di sicurezza. Per esempio, se ci fossero il vento forte a investire l’impronta del viadotto e del mezzo pesante, le frenate, con i carichi massimi saremmo comunque sopra i parametri».
Come avvengono i controlli?
«La verifica viene fatta prendendo per ogni viadotto il pilone più rovinato e caricato su quello più alto. Insomma, la condizione peggiore possibile».
Quando saranno completati i lavori su A24 e A25?
Per la messa in sicurezza si prevedono 10 anni dall’approvazione del Pef. Solo per i viadotti una spesa di 2 miliardi. L’urgenza è il rifacimento delle pile, che sono sicure, ma da cui potrebbero staccarsi calcinacci per l’escursione termica. Tra tutte le pile, ne abbiamo estratte 60 su 8 viadotti dove sotto passano le strade. C’è l’ok del Genio civile e stiamo procedendo».(d.r.)
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