Pineta, minacce di morte alla ronda della legalità

Montesilvano, tre immigrati raggiungono il presidio e puntano gli organizzatori Sconcerto tra i cittadini. Aliano: presto soluzioni concrete per debellare il fenomeno
MONTESILVANO. I “controllori” della pineta di Montesilvano hanno minacciato gli organizzatori delle ronde che chiedono il ripristino della legalità. Tre giovani nigeriani, avvisati dagli immigrati presenti nella pineta di via Bradano, ben vestiti, con catene d’oro e biciclette da duemila euro, sono piombati sul presidio organizzato da Fratelli d’Italia e Lega per Salvini e hanno minacciato di morte il consigliere comunale Anthony Aliano. Nonostante la presenza di oltre 50 cittadini e delle pattuglie di carabinieri e polizia, uno dei tre - evidentemente il capo zona - ha affrontato Aliano e lo ha minacciato di morte: «Ti taglio la testa e te la mangio». Anche Aurelio Cilli, consigliere comunale della Lega, intervenuto per allontanare il nigeriano, è stato minacciato. Tutti i presenti, comprese le forze di polizia, sono stati pesantemente offesi. Dure le reazioni dei cittadini sui social, e ieri non si sono fatte attendere neanche quelle della politica: «Centinaia di residenti», ha scritto il coordinamento di Fratelli d’Italia «hanno potuto appurare quanto possano ritenersi oltraggiose dell’intelligenza altrui i tentativi di minimizzare il degrado in cui si imbatte da mesi l'amministrazione Maragno. Sgomberi che non solo non hanno sortito l'effetto desiderato, ma addirittura hanno convinto gli extracomunitari a sentirsi invulnerabili, al di sopra della legge italiana. Noi continueremo ad esserci, e a chiedere espulsioni, sino a quando il quartiere non sarà restituito ai nostri concittadini».
«Sono sconcertato per quanto accaduto», scrive Cilli. «Ho appurato personalmente il dramma che vivono i miei concittadini residenti nel quartiere e ne sono indignato. Nei prossimi giorni, con il collega Aliano, porteremo all’attenzione del consiglio comunale proposte concrete per liberare la città da gente che non merita di dimorarci. Chi vuole stare nella nostra città deve rispettare le regole».
«Non ho paura», dice Anthony Aliano. «Amo la mia città e non riesco a vederla ridotta in queste condizioni, abbandonata e in preda a delinquenti che ieri hanno mostrato il loro vero volto. Parliamo di africani ben vestiti, che ostentano ricchezza e uno stile di vita più vicino a quello di un clan del malaffare. È bastata la nostra presenza per scombinare i piani di alcuni ras del quartiere che hanno reso la pineta una vera e propria base per lo spaccio in cui alcuni immigrati stazionano; mentre altri fanno la spola dalla zona di via Ariosto per ragioni ben evidenti a tutti. Tra pochi giorni esporremo soluzioni concrete per mezzo delle quali sarà possibile debellare il fenomeno. Vogliamo sperare che almeno questa volta alcuni colleghi della amministrazione, come in altre circostanze, non boicottino le soluzioni opponendo le proposte che formuleremo per mera competizione politica. È tempo di azioni concrete». (l.d.f.)

