Pini abbattuti, arriva il luminare degli agronomi

Tagliati finora 15 alberi, per salvarne (forse) cinque occorreranno 4mila euro L’esperto internazionale farà un sopralluogo sul viale, gli ambientalisti delusi
PESCARA. Sono finora 15 i pini tagliati in viale Regina Margherita. Cinque, per adesso, quelli “salvati” rispetto all’originale programma di abbattimento degli alberi ritenuti malati e pericolosi dall’agronomo incaricato del Comune: virgolette d’obbligo perché in realtà quei 5 pini saranno sottoposti a trattamenti del costo di circa 4000 euro che potrebbero, appunto, salvarli. Ma anche non essere efficaci.
«Una cifra non da poco per un Ente pubblico in predissesto», osserva l’assessore comunale al Verde Laura Di Pietro, «e che avrebbe invece consentito la ripiantumazione di più piante. Perché sia chiaro che noi gli alberi sul viale li ripianteremo», tiene a ribadire. E un parere di peso sulla situazione degli alberi del viale lo darà l'agronomo Giovanni Morelli, una autorità unanimemente riconosciuta in materia di alberi che, ospite di punta della seconda giornata del ciclo di incontri all’Aurum dedicati alla Riserva dannunziana e ai pini di Pescara, voluto dall'amministrazione e organizzato da Conalpa e Pro Natura, terrà un sopralluogo (intorno alle 15.30) in viale Regina Margherita.
«Grazie al ciclo di conferenze abbiamo la fortuna di avere la massima autorità in Italia per conoscenza e competenza in tema di pini quale è Morelli», esulta Di Pietro. «Da lui abbiamo avuto la disponibilità eccezionale – e a costo zero per l'Ente – di fare un sopralluogo in via Regina Margherita e di esprimere un parere anche sulle attività di manutenzione delle alberature del viale. Morelli terrà una vera e propria lectio magistralis sulla manutenzione delle alberature in contesto urbano, di cui si occupa anche a livello internazionale e che analizzerà lo stato dell'arte sulla via. Gli chiederemo anche un parere sul possibile recupero di alcune delle alberature non abbattute a seguito del coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e dell'istituzione del Green table». E a proposito di «coinvolgimento» le associazioni ambientaliste evocate dall’assessore lamentano invece un atteggiamento puramente «formale» dell’amministrazione.
«Pur in presenza di un progetto concepito e redatto senza alcuna forma di consultazione preventiva», si legge in una nota firmata da Archeoclub, Conalpa, Ecoistituto Abruzzo, Fai, Forum H2O, Italia Nostra, Marevivo, Mila Donnambiente, Pro-Natura, Wwf , «le associazioni ambientaliste e i cittadini hanno accolto le aperture dell'amministrazione, seguite alle prime proteste per gli abbattimenti; ma questo momento partecipativo è rimasta semplice concessione formale: infatti solo alcuni esemplari si sono potuti salvare, forse solo temporaneamente. L'amministrazione dunque si è confrontata solo dopo lo stop della Soprintendenza all'abbattimento, riprendendo i tagli appena dopo il pronunciamento del Tar. Non si è colta, quindi, quell'occasione per un ponderato ripensamento, ma si è agito come programmato appena è stato possibile. Non è questo il metodo con cui si può affrontare in maniera partecipata la disamina dei progetti che l'amministrazione ha in animo di eseguire». Stupito dell’attacco l’assessore Di Pietro: «Tra intervento della Sovrintendenza e del Tar sono passati 10 giorni in cui abbiamo continuato il processo partecipativo proprio con queste associazioni, spiegando e confrontandoci sulla necessità di tutela espressa dalla Sovrintendenza e di pubblica incolumità sostenuta dal Tar».
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