Piove dentro casa, appello di una famiglia

In una palazzina Ater di via Secchia l’acqua scende dal soffitto, anche per la Asl l’abitazione è inagibile
PESCARA. Quando piove fuori, piove anche dentro casa. Con le pareti e il soffitto inzuppati d'acqua: così vive, da otto anni, una famiglia di quattro persone - moglie e marito disoccupati con due figlie gemelle quattordicenni - in una palazzina Ater al civico 14 di via Secchia, nel quartiere San Donato. L'abitazione, 65 metri quadrati di superficie, si trova al quinto e ultimo piano dello stabile ed è senza ascensore.
«Siamo qui da otto anni, provenienti da un appartamento di via Aldo Moro troppo piccolo per noi», spiega l'inquilina, Katiuscia Pacchione, 40 anni, di Pescara, che, insieme al marito Massimo Giunchedi, chiede il trasferimento in un nuovo alloggio, «e la situazione non è mai cambiata. Quando piove l'acqua, a gocce dal soffitto, scende lungo le pareti fino al pavimento, che riempiamo di stracci per asciugare le pozze». Gli ambienti interessati alla problematica sono la cucina, il corridoio, l'ingresso, la sala e il bagno, ma, stranamente, non le due camere. In questi anni l'appartamento è stato visionato da Asl, vigili del fuoco e polizia municipale, oltre ai tecnici dell'Ater, Azienda territoriale per l'edilizia residenziale, che gestisce gli alloggi. Gli ultimi sopralluoghi delle varie istituzioni risalgono a qualche mese fa.
«I vigili del fuoco hanno dichiarato inagibile l'appartamento», prosegue Pacchione, «volevano transennare il salotto con le strisce di plastica bianche e rosse, ma non abbiamo permesso un cantiere dentro casa, per non mettere in pericolo le bimbe, una delle quali ha avuto un incidente e ha un piede ingessato. Per lei è un sacrificio enorme salire, ogni giorno, cinque piani di scale a piedi, dal momento che in questo stabile non esiste, peraltro, neppure un ascensore. Per questa ragione, siamo stati costretti per alcuni mesi a vivere in casa di amici».
L'ultimo rapporto della Asl, dipartimento prevenzione servizi igiene epidemiologico e sanità pubblica, risale al 3 dicembre 2015: «Nel documento», puntualizza la signora, «viene chiaramente indicato che nell'alloggio sono state «rilevate carenze igienico sanitarie strutturali dovute alla presenza di diffusa umidità e per infiltrazioni presumibilmente provenienti dalla copertura del tetto». Quindi, le autorità sanitarie e i vigili del fuoco «confermano che la casa è umida e inagibile ed è impossibile viverci».
Il problema, dunque, arriverebbe dal tetto, che però sarebbe stato riparato, a detta dell'inquilina: «Gli operai dell'Ater sono intervenuti ad aggiustare le tegole, ma in casa piove ugualmente».
Anche «la polizia municipale è venuta a fare i rilievi, ma nessuno si è mai mosso. Chiediamo all'Ater un cambio di abitazione, così non si può andare avanti».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

