Piove in un palazzo a Fontanelle Gli inquilini al freddo e al buio

La rabbia dei residenti del civico 23 di via Caduti per Servizio: l’acqua è scesa dal tetto per sei piani Anziani e disabili prigionieri in casa. Intervento del Comune e del gruppo Giona dei vigili urbani
PESCARA. Sono scoppiate a piangere, Rosalia Desiato e Patrizia Panunzio, inquiline del civico 23 di via Caduti per Servizio, perché non riuscivano, ieri durante l’acquazzone, a fermare il flusso incessante dell’acqua che colava dal soffitto e ricadeva a goccioloni in camera da letto, in cucina, dove gli arredi sono tutti rovinati, lungo le scale, fino al portone d’ingresso. Le loro lacrime, di quelle che annebbiano la vista, mescolate al torrente di pioggia che dal tetto «dilaniato» al sesto piano è sceso, lungo le scale, fino all’androne, al pianterreno. Hanno preparato una distesa di bacinelle colorate, hanno passato lo straccio, ma niente. Quel mare di acqua piovana, non si asciugava. E hanno dovuto girare per casa con le torce dei telefonini perché «se accendiamo la luce, rischiamo di saltare in aria, con i fili dell’elettricità infilati dentro i muri inzuppati».
Disperate, le due assegnatarie di uno degli stabili comunali più disastrati di Fontanelle, si sono attaccate al telefono, nella tarda mattinata di ieri, e hanno chiamato, in sequenza, vigili del fuoco e carabinieri. Subito sono arrivati gli agenti del gruppo Giona, della polizia municipale diretta da Danilo Palestini, che hanno immediatamente monitorato la situazione e allertato i tecnici comunali. In quella palazzina, al civico 23 di Fontanelle, dove vivono inquilini in causa col Comune, piove da sette anni. Il primo allagamento negli appartamenti è avvenuto il 2 dicembre 2012. Ma la situazione è peggiorata negli ultimi giorni. È furiosa e in lacrime, donna Rosalia, residente al quarto piano: «Prima pioveva solo in casa, ora tutto il palazzo si è allagato. L’acqua piovana, dal solaio inzuppato al sesto piano, scende lungo le scale fino al portone di ingresso. Possibile che nessuno risponde ai nostri appelli? Qui dentro ci vivono anziani, cardiopatici, disabili che non possono prendere neppure l’ascensore altrimenti rischiano di rimanere prigionieri perché non c’è corrente elettrica».
«Dal Comune sono arrivati i tecnici, allertati dai vigili urbani, insieme al titolare della ditta che deve realizzare i lavori di ristrutturazione dell’edificio», ha fatto il punto Antimo Nick Di Meola, inquilino del 6° piano che 4 giorni fa aveva lanciato un altro allarme, «hanno ispezionato da cima a fondo e poi ci hanno spiegato che il tetto è dilaniato, ma che non ci sono problemi di stabilità, insomma non ci casca addosso il tetto, ma la situazione è critica lo stesso. Ci hanno detto di non accendere la luce perché rischiamo un corto circuito». Non solo: «Non abbiamo riscaldamento né acqua calda perché la caldaia è rotta dal giorno della grandinata, il 10 luglio scorso. E per casa giriamo con le torce dei cellulari perché non possiamo accendere la luce», ha proseguito Di Meola mentre cerca di consolare la moglie Patrizia in lacrime. Anche per fare la doccia gli inquilini devono organizzarsi: «Noi andiamo a Vasto dai nostri genitori, a fare la doccia», ha rivelato Di Meola, consulente aziendale in attesa di occupazione, «oppure da amici a Pescara. Il dramma è che in casa dobbiamo lasciare il pastore tedesco a fare la guardia, sennò gli abusivi ci sfondano la porta per impossessarsi dell’appartamento». Non sono i soli a soffrire questa situazione, ha spiegato Di Meola: «C’è un cardiopatico al quinto piano, un inquilino di 84 anni al quarto, un disabile e un 89enne al terzo, altri 90enne al secondo piano. Queste persone sono prigioniere in casa perché non possono prendere l’ascensore che non è stato bloccato, ma non lo possiamo usare per sicurezza. Noi altri scendiamo e saliamo le scale allagate a piedi. Una situazione incresciosa che dura da sette anni, da quando, si è verificato il primo allagamento in casa il 2 dicembre 2012, chi se la scorda quella data. Io sono in causa col Comune da anni, ma possibile che non si riesce a riparare il tetto? Ci piove in casa, abbiamo tutti i mobili rovinati. Per noi la pioggia è un incubo, abbiamo sempre le bacinelle pronte».

