Piove nella stanza da letto: la casa popolare è un incubo

23 Febbraio 2016

In via Aldo Moro una donna di 73 anni convive con il dramma dell’umidità «Devo ricorrere a teli di plastica e bacinelle. Adesso l’Ater deve intervenire»

PESCARA. Il problema sembrava risolto, all’ottavo e ultimo piano di via Aldo Moro 132. E invece nell’appartamento dell’Ater occupato da Santa Di Vincenzo e da uno dei suoi figli, è tornato praticamente tutto come prima. In una delle tre camere da letto scende acqua dal solaio e, per evitare il peggio, la donna è stata costretta a sistemare a terra tre bacinelle, necessarie a raccogliere questa “pioggia”. Ha anche dovuto coprire con dei teli di plastica il letto, la lampada sul comodino e il televisore posizionato di fronte al letto. Una protezione indispensabile, questa, non solo per l’acqua che scende dal soffitto ma anche per l’intonaco che si sta staccando un po’ per volta.

«Questo problema non è nuovo, per noi», spiega la donna. «Anche in passato è successa la stessa cosa, anzi allora l’umidità era ancora più estesa e interessava non solo questa stanza ma pure la mia camera da letto. Negli anni scorsi, dopo una serie di appelli, è stato effettuato un intervento e sono state sistemate tutte e due le camere dove pioveva. La questione sembrava chiusa, il problema non si era più presentato e di recente abbiamo anche tinteggiato ovunque, spendendo un bel po’. E invece quest’inverno, quando c’è stato brutto tempo, è successo di tutto. Pare siano volate via delle tegole, e forse anche le grondaie, e ora in camera da letto di mio figlio piove. Lui torna qui a Pescara solamente di tanto in tanto, perché lavora fuori, e sarò costretta a farlo dormire in un’altra stanza, sulla poltrona, per evitargli di passare la notte in questo locale».

La donna mostra con preoccupazione le condizioni in cui è ridotta la camera, facendo notare di essere stata costretta a usare la plastica ovunque, per evitare danni, e spiega che di tanto in tanto svuota le bacinelle, oltre a tenere la finestra aperta per cercare di far asciugare un po’ l’umidità che sta divorando il solaio.

«Non credo sia giusto che accadano queste cose», dice la donna che ha «73 anni e mezzo» e alcuni problemi di salute. «Io soffro di cuore, ho avuto due volte l’edema polmonare e non credo sia consigliabile, per me, vivere in un ambiente del genere, tanto più che il muro della mia camera da letto sembra bagnato, al tatto», pur non presentando segni di umidità.

La donna si è rivolta all’Ater, per segnalare il problema e chiedere di intervenire. «Ho telefonato due o tre volte e hanno risposto che provvederanno. Mi auguro che lo facciano presto anche se, magari, dovranno aspettare che il tempo migliori. Altrove, qui attorno, si sono già dati da fare per risolvere lo stesso problema». La speranza è che l’Ater si ricordi anche del civico 132.

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