Pizzo ai commercianti Oggi gli interrogatori

27 Giugno 2018

Questa mattina, davanti al giudice, Rossoni e i figli, insieme a Giovanni Di Blasio Sono accusati di aver chiesto denaro e minacciato di ritorsioni le vittime

PESCARA. È il giorno degli interrogatori per Michele Rossoni, i suoi tre figli e Giovanni Di Blasio, arrestati all’alba di domenica dalla Guardia di finanza a conclusione di un’indagine per estorsione andata avanti da novembre del 2017 fino a marzo di quest’anno. I cinque sono accusati tutti di estorsione e devono rispondere anche, a vario titolo, di furto aggravato, lesioni personali, spaccio di sostanze stupefacenti.
Con il capofamiglia, Michele Rossoni, 59 anni, sono finiti nel carcere di San Donato, i figli Cristian, 36 anni, Virginio, 33, e Richard, 32, oltre a un 43enne molto vicino alla famiglia, Giovanni Di Blasio. Le contestazioni nei loro confronti nascono dalle segnalazioni ricevute dalla Guardia di finanza da commercianti, ma non solo, che hanno raccontato delle richieste di pizzo subite dagli indagati. Un fruttivendolo, un barista e un meccanico dicono di aver sopportato «continue vessazioni e richieste di denaro» dagli indagati che minacciavano ripercussioni pesanti e cioè «danni gravi». Così facendo, incutevano un certo «timore» nelle vittime. Una di queste ha accettato di pagare per un lunghissimo periodo: ha cominciato a pagare nel 2013, dopo aver comprato della droga (per 2000 euro). E ha continuato a versare mensilmente fino a novembre 2017. Poi, avendo sborsato 30mila euro, ha deciso di vuotare il sacco e di riferire tutto alle Fiamme gialle. Ma non è stato sufficiente a liberarsi dei taglieggiatori, sempre stando alla ricostruzione degli investigatori. L’uomo avrebbe ricevuto messaggi minatori sul telefono e attraverso i social. Un altro, invece, si è rifiutato di pagare ed è stato aggredito davanti al locale dove lavorava. Dopo le denunce sono scattate le indagini e le Fiamme gialle si sono avvalse anche delle intercettazioni telefoniche. Stamani i cinque, difesi dall’avvocato Luca Capasso, potranno fornire la propria versione e difendersi dalle accuse, se decideranno di rispondere alle domande del giudice Gianluca Sarandrea che ha disposto l’arresto tenendo conto della rilevanza delle condotte, dei precedenti e della pericolosità sociale degli indagati. (f.bu.)
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