Pochi medici al pronto soccorso «Vanno incentivati o precettati»

24 Settembre 2021

Visita ispettiva del consigliere regionale Pettinari, che chiede di aumentare il personale in servizio «Servono fondi per attrarre camici bianchi. A rotazione, si può obbligare chi lavora in altri reparti»

PESCARA. Pronto soccorso affollato, attese lunghissime per i pazienti prima di essere visitati e spesso anche dopo, in vista del trasferimento nei reparti di degenza. E poi solo 20 medici in servizio, il 50% in meno rispetto al necessario. Il vice presidente del consiglio regionale Domenico Pettinari (M5s) ha voluto sincerarsi di persona della situazione «emergenziale» del pronto soccorso di Pescara, avendo ricevuto «centinaia di segnalazioni dei cittadini» sui tempi di attesa eccessivi e inaccettabili. Ieri ha effettuato una visita ispettiva nel nuovo pronto soccorso, inaugurato il 16 luglio, dove è stato accolto dal primario Alberto Albani, e avendo trovato «tante persone parcheggiate nelle sale di attesa, prima di essere sistemate nei reparti», ha lanciato la sua proposta. Il rappresentante del Movimento 5 stelle chiede alla Regione di «prevedere degli incentivi economici per i medici che scelgono di prestare servizio al pronto soccorso, dove il lavoro è faticoso, a rischio denunce. Cioè, vanno pagati di più» ma prima che si proceda si può pensare di «precettare del personale da altri reparti, a rotazione, per alcune ore».
Per Pettinari si è arrivati a una situazione «di allarme» perché sono stati «depotenziati, declassati gli ospedali di Penne e Popoli per cui i cittadini dell’area vestina e della Val Pescara si riversano sull’ospedale di Pescara che poi scoppia e non riceve più». C’è anche il problema che «la medicina territoriale non funziona e cioè guardia medica, distretti, medici h 12 e h 24. Si va al pronto soccorso per una piccola ferita, ma non è ammissibile: in questi casi bisogna curarsi altrove» altrimenti si crea «un ingolfamento vergognoso e pazzesco». E il risultato è che non si garantisce «un’offerta sanitaria adeguata al diritto alla salute». La soluzione, per Pettinari, è «portare medici al pronto soccorso» per cui la Regione «deve stanziare i fondi per gli incentivi. In attesa che avvenga si precetti il personale in servizio altrove». (f.bu.)