Pochi spazi: la scuola chiede taverne e locali alle famiglie

23 Giugno 2020

Fa discutere il questionario inviato ai genitori dall’istituto omnicomprensivo in vista di settembre La preside Romano: «È solo un sondaggio, di certo le aule non possono ospitare più di 10 ragazzi»

CITTÀ SANT’ANGELO. Aprire le porte di casa per ospitare i ragazzi dell'istituto omnicomprensivo di Città Sant’Angelo e favorire la ripresa dell’anno scolastico. È questa una delle idee proposte dalla dirigente Lorella Romano, che da qualche giorno sta facendo discutere studenti e genitori in vista del ritorno in aula a settembre.
All’interno di un questionario sottoposto all’attenzione dei diretti interessati, tra le varie proposte c’è quella di recuperare spazi privati, come può essere una taverna, un salone o un giardino, per accogliere gli studenti che a causa del virus e per via della mancanza di aule, presumibilmente non potranno tornare tutti insieme in classe alla ripresa delle attività.
In particolare, sono i genitori dei bimbi della scuola primaria ad apparire molto scettici, per non dire contrari, all’iniziativa. Secondo loro, che in questi giorni hanno fatto fronte comune, all’interno delle private abitazioni, non si potrebbero creare le condizioni necessarie richieste per accogliere gli studenti. Dal mantenimento delle distanze all’utilizzo dei dispositivi, ma anche il rispetto delle tradizionali misure di sicurezza, quelle antincendio, la sorveglianza degli alunni.
Nei luoghi privati sarebbe impossibile garantire tutto questo. Inoltre, sempre in base a quanto scritto nel questionario, a cui bisogna rispondere entro il 25 giugno, gli stessi genitori potrebbero affiancare dei tutor esterni nella gestione dei ragazzi, in quanto il monte ore degli insegnanti non sarebbe sufficiente a coprire l’intero fabbisogno. Anche questo punto è visto con scetticismo.
Quello che invece chiedono è che vengano trovati fondi e spazi per accogliere in classe gli alunni alla ripresa, senza dover pagare di tasca loro come accaduto all’inizio dello scorso anno scolastico per l’acquisto di una lavagna multimediale.
Sulla questione interviene proprio la dirigente Romano, che spiega: «Il nostro non vuol essere altro che un sondaggio per stimolare le idee e ragionare su come poter ripartire. Fino a questo momento abbiamo ricevuto circa 250 risposte a fronte dei 1300 studenti che contiamo tra scuola primaria, secondaria e lo scientifico Spaventa. Tra queste c'è chi ritiene che si tratti di un problema che deve risolvere lo Stato, chi è favorevole alla prosecuzione della didattica a distanza, ma c’è anche un 25% che appare motivato nel fornire il suo contributo». E prosegue: «Quello che è certo è che attualmente le aule possono ospitare non più di 10 alunni ciascuna, e questo significherebbe dimezzare la capienza. Restiamo comunque in attesa delle linee guida da parte del governo».
Sulla vicenda interviene anche il sindaco Matteo Perazzetti: «Per ovvi motivi temo che l’idea di aprire le porte di casa per ospitare i ragazzi non sia percorribile», dice il primo cittadino.
«Nelle nostre scuole ci vengono richiesti elevati standard di salubrità e sicurezza che non si possono trovare in un salotto o in una taverna. Ma anche l’abbattimento delle barriere architettoniche, piuttosto che la presenza di insegnanti di sostegno, ove necessario, sarebbero un ulteriore ostacolo. Quello che invece posso dire è che stiamo lavorando per recuperare spazi, pubblici ma anche privati, in grado di soddisfare tali requisiti per poter accogliere già da settembre i nostri ragazzi».
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