Polizia municipale, il nuovo regolamento al vaglio dei sindacati

PESCARA. Si è conclusa con un nulla di fatto, la seduta di ieri del consiglio comunale. È stata ritirata, infatti, la delibera del nuovo regolamento del corpo di polizia locale, illustrata in aula...
PESCARA. Si è conclusa con un nulla di fatto, la seduta di ieri del consiglio comunale. È stata ritirata, infatti, la delibera del nuovo regolamento del corpo di polizia locale, illustrata in aula dal vice sindaco Gianni Santilli, non essendo stata ancora condivisa in maniera approfondita con i rappresentanti sindacali. Non si è parlato neppure delle novità sulle sanzioni per chi abbandona rifiuti perché anche in questo caso, su iniziativa dell’assessore Isabella Del Trecco, è stato ritenuto opportuno rinviare la discussione. Per quanto riguarda il regolamento della polizia, rispetto al quale sono stati presentati 53 emendamenti, è stato chiesto di sospendere la discussione sia dal capogruppo Pd Piero Giampietro sia dal consigliere comunale del M5S Massimo Di Renzo. «Prima di entrare nel merito della delibera, occorreva completare il confronto con i sindacati, iniziato il 20 dicembre ma mai concluso il che dimostra approssimazione e pressappochismo da parte della giunta comunale», ha detto Giampietro. «Ora si riapra il confronto e lo si faccia seriamente. Ognuno, al termine di questo percorso, assumerà le proprie decisioni». Sulla stessa linea Di Renzo il quale ha fatto notare che «non è maturata una vera condivisione e contrattazione» con i sindacati.
«La seduta del consiglio comunale ha dimostrato, una volta di più, la condizione di turismo amministrativo in cui versa la giunta Masci», ha detto sempre dal M5S Erika Alessandrini. Il presidente Marcello Antonelli è stato costretto più volte a sospendere i lavori per convocare gli assessori assenti e far rispondere alle interrogazioni. Situazione culminata nel pomeriggio: i lavori sono stati definitivamente rinviati con la maggioranza costretta a ritirare le delibere per mancanza dei numeri necessari ad approvarle. Una sceneggiata per nascondere una spaccatura sempre più netta in maggioranza», a detta di Alessandrini.

