Polo Materno-infantile nuovo appalto per ripartire

PESCARA. Più di 4 anni sono passati dagli arresti per presunta corruzione e dal sequestro del cantiere: dal 15 marzo 2010, i lavori del polo Materno infantile dell’ospedale sono fermi. La recinzione...
PESCARA. Più di 4 anni sono passati dagli arresti per presunta corruzione e dal sequestro del cantiere: dal 15 marzo 2010, i lavori del polo Materno infantile dell’ospedale sono fermi. La recinzione tra via Rigopiano e via Paolini è il simbolo di un cantiere sprofondato al centro di un’inchiesta penale e di una causa civile e rimasto bloccato. «Ma tra un paio di mesi l’iter per finire quei lavori potrebbe ripartire con una nuova gara d’appalto», dice il direttore generale Claudio D’Amario.
Il 15 marzo 2010, il cantiere è finito sotto sequestro per un appalto che l’accusa ha considerato ritoccato al rialzo, da 2 fino a quasi 7 milioni di euro: 5 gli arresti, un funzionario Asl, un imprenditore di una ditta foggiana incaricata dei lavori, il responsabile di cantiere e i due direttori dei lavori. Durante le indagini preliminari, è stato iscritto sul registro degli indagati anche D’Amario ma, poi, lo stesso pm Gennaro Varone ha chiesto e ottenuto l’archiviazione per il direttore generale.
La Asl si è costituita parte civile nel processo penale in corso e ha risolto i contratti con le ditte finite al centro dell’inchiesta. «Finalmente, siamo riusciti a riavere la titolarità degli spazi del cantiere e sia il perito del tribunale che il nostro consulente hanno valutato lo stato dei fatti. Si tratta di due pareri indispensabili per ripartire. Di conseguenza», spiega D’Amario, «siamo quasi pronti a ricominciare i lavori: il nostro obiettivo resta quello di realizzare un percorso riservato a mamma e bambino con un Pronto soccorso ostetrico per riunire le attività legate alla maternità». Quanto costerà completare i lavori non è stato ancora calcolato: «Non abbiamo ancora quantizzato la cifra», conferma il direttore generale, «ma un programma di sviluppo è una necessità per la nostra sanità: comunque, le risorse per finire i lavori ci sono».
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