Pomilio alla Regione: tempi troppo lunghi il bando va fatto subito

18 Gennaio 2019

L’ex campione della pallanuoto chiede al presidente Lolli un’accelerazione per la ristrutturazione dell’impianto

PESCARA. Una frenata, talmente brusca che rischia di mandare a rotoli il progetto di rilancio delle piscine Le Naiadi. La frenata è della Regione, lo sconcerto è di chi ha presentato il project financing, vale a dire Amedeo Pomilio e Manuel Estiarte, i due ex campioni, capofila di un gruppo di ex pallanuotisti che sostengono l’idea nata durante la celebrazione del trentennale del Triplete del 1987. In ballo ci sono la ristrutturazione e l’ampliamento del complesso che per anni è stato una palla al piede della Regione, proprietaria della struttura. C’è un project financing da 8 milioni di euro, formalizzato dall’Asd Pescara 1987 e dalla landBau, una società di ingegneria di Chieti, che è stato già approvato dalla giunta regionale e inserito nel piano triennale delle opere pubbliche.
Oltre un anno di adempimenti burocratici e al momento di passare al sodo, ecco che la Regione prende tempo per fare il bando pubblico, anziché accelerare. La procedura è stata avviata, ma «sarà lasciata in eredità alla nuova amministrazione regionale eletta dai cittadini», le parole del presidente Giovanni Lolli, nei giorni scorsi, «che avrà la facoltà di proseguire sulla strada che abbiamo tracciato, modificarla oppure bloccarla e trovare una soluzione alternativa». In pratica, un anno e più di lavoro che rischia di essere rimesso in discussione. «I tempi paventati dalla Regione nelle recenti dichiarazioni alla stampa», sostiene Amedeo Pomilio, uno dei firmatari del progetto nonché vice allenatore della nazionale di pallanuoto maschile, «sono lunghissimi e non sostenibili. Se da un lato è ovvio che bisogna prevedere una soluzione (definita nei giorni scorsi, ndr) di transizione nella gestione delle Naiadi per scongiurare il rischio di una chiusura, dall’altro non si può immaginare uno scenario di passaggio di addirittura un anno e mezzo per far uscire il bando del project financing e poi giungere ad un’aggiudicazione della gara che consentirebbe di attuare gli investimenti previsti dal progetto. Infatti, i tempi lunghissimi prospettati dalla Regione rischiano di far naufragare gli interessi degli investitori, di trovare condizioni del mercato finanziario peggiorate e, soprattutto, un ulteriore deperimento dello stato della struttura, già compromessa dall’assenza degli investimenti degli ultimi anni». Il project financing rischia seriamente di restare infognato nelle lungaggini della politica e nel trapasso tra una legislatura all’altra. «Se come dichiarato da più parti il progetto presentato - già dichiarato di pubblico interesse - è la soluzione per riportare le Naiadi ai fasti del passato», aggiunge Amedeo Pomilio, «è dovere dell’amministrazione attuale, ma anche delle future, di mettere in atto le azioni necessarie per completare la procedura in tempi strettissimi ovvero in 3-6 mesi al massimo e non cercare soluzioni a medio termine che pregiudicherebbero quanto di buono fatto fino ad ora». A ben vedere dalla presentazione del progetto in Regione, dicembre 2017, alla realizzazione del bando pubblico potrebbero trascorrere quasi tre anni. E poi attendere i tempi di realizzazione dell’opera. In un contesto del genere gli investitori potrebbero benissimo decidere di prendere altre strade con il risultato di vedere crollare il progetto con tutte le fondamenta che lo sorreggono.
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