Ponte a rischio, ruspe in azione per deviare il corso del fiume Nora

16 Febbraio 2019

Cepagatti, partiti gli interventi di rifacimento dell’opera costruita negli anni Settanta. E divampano le polemiche

CEPAGATTI. Sono partiti ieri gli interventi di riqualificazione del ponte sul torrente Nora, nella zona di Vallemare di Cepagatti. Le ruspe sono all'opera lungo gli argini fluviali per "scansare" con i mezzi meccanici la melma e procedere alla cementificazione dei piloni immersi nelle acque fangose.
I primi interventi sulla struttura che collega diversi paesi della Val Pescara, «prevedono la deviazione del corso del fiume e quindi la messa in sicurezza della base di fondazione con getti di calcestruzzo», è la spiegazione tecnica dell'ingegner Luigi Urbani, originario di Sora, nuovo dirigente del primo settore tecnico della Provincia che seguirà ogni fase dei lavori propedeutici alla ristrutturazione globale del ponte, che già trascina con sé le prime polemiche.
In una nota, attacca Domenico Di Meo, capogruppo di Cepagatti Unita: «Appare molto strano che solo adesso dopo la chiusura al transito qualcuno si ricordi della pericolosità del ponte sul fiume Nora». Nel documento non si fanno nomi, ma è chiaro il riferimento ad Annalisa Palozzo, che sta premendo sull'acceleratore dei lavori: «L'attuale vice sindaco», scrive l'ex vice sindaco del Comune di Cepagatti, Di Meo, «già dal 2014 è anche consigliera provinciale, e in Comune nella passata amministrazione dal 2013 al 2018 è stata assessore alle Politiche giovanili e allo Sviluppo sostenibile, nonché consigliere di maggioranza. Da tempo era a conoscenza che il ponte sul fiume Nora doveva essere messo in sicurezza, ma guarda caso solo adesso (dopo le elezioni regionali che la vedeva candidata) sollecita interventi e mostra fotografie che girano da tempo. Come mai non si è attivata appena eletta in consiglio provinciale?». Riguardo ai lavori in corso sull'alveo del fiume, Di Meo sostiene che «sarebbe stato opportuno che prima di cominciare i lavori e chiudere la strada, la Provincia ne avesse realizzata una provvisoria». Gli interventi di cementificazione dei piloni, attualmente quasi del tutto frantumati e sbriciolati, che sprofondano per diversi metri sott'acqua, e la messa in sicurezza dell'intera infrastruttura si protrarranno per una quarantina di giorni. Una volta fatta scendere la colata di cemento, bisognerà attenderne l'essiccamento. Successivamente, si dovrà procedere al collaudo della rinnovata struttura. Il ponte, chiuso dallo scorso 13 febbraio "per rischio crollo", è questa la diagnosi dei tecnici provinciali, non riaprirà al traffico veicolare, compreso quello dei mezzi pesanti, prima di maggio-giugno. «Visti i tempi necessari per i lavori», chiosa Di Meo, «non è il caso di realizzare un percorso alternativo sotto il ponte in modo che sia i veicoli sia i pedoni possano transitare agevolmente?». Il ponte sul torrente Nora è lungo 75 metri, è dotato di 5 campate, 4 pile ed è alto sette metri. E' stato costruito tra gli anni Settanta e Ottanta.