Popolani, soldati e consoli In 150 al presepe vivente

28 Dicembre 2014

Spoltore, folla per la rievocazione: dalla strage di Erode alla nascita di Gesù

SPOLTORE. Si è compiuto il mistero della Natività tra le colline di Cavaticchi, per una volta rischiarate solo dalla fioca luce dei falò, dove nel tardo pomeriggio di ieri è andato in scena il primo presepe vivente allestito nel borgo, patrocinato dalla Provincia.

Una suggestiva rappresentazione in forma recitata che si è svolta, davanti a quasi 2mila persone, nell’area conosciuta come “li praticce”, un’antica aia contadina collettiva, fino a pochi mesi fa abbandonata e ricoperta di rifiuti. La location, molto ampia, riportata con un’operazione di bonifica al suo naturale splendore, ha contribuito a rendere la rievocazione della nascita di Gesù un evento scenografico, narrato in un crescendo di pathos ed emozioni, dall’apparizione dell’arcangelo Gabriele alla strage degli innocenti, fino alla stella sfavillante sulla grotta di Betlemme, con i suoi raggi di luce che si stagliavano nel buio della notte.

In scena si sono avvicendati più di 150 attori, quasi tutti abitanti del posto, che hanno impersonato i personaggi principali e i figuranti, pastori, popolani, soldati romani, consoli e bambini.

Le voci recitanti narravano i momenti salienti dei racconti evangelici sulla natività. C’erano anche tanti animali ad animare la scena, il bue e l’asinello nella grotta di Gesù, cavalli, agnellini, un gregge di pecore, con un abilissimo cane pastore al seguito.

Grazie al lavoro dei numerosi volontari per la scenografia sono stati ricostruiti la casa di Maria con dentro anche un caminetto acceso, un pozzo, il palazzo di Erode, le casette di Betlemme, recinti per gli animali.

Tra i momenti più spettacolari, la rievocazione della strage dei bambini ordinata da Erode, con un cavallo cavalcato da un soldato romano, lancia in mano, che ha attraversato al galoppo tutta l’area della scena, in lungo e in largo, illuminato nel suo percorso di morte dal faro della regia, mentre le note dei Carmina Burana risuonavano funeste per tutta la vallata.

Subito dopo sulla capanna della Natività si è accesa la luce della stella, simbolo della vita e dell’amore che trionfa sull’odio fratricida. Una rappresentazione che ha riassunto poco più di un’ora di narrazione il significato del Natale.

Al termine sono state lanciate in cielo le lanterne cinesi, in segno di speranza. Il presepe è stato allestito dall’associazione Cavaticchi e dalla parrocchia di Santa Teresa, di don Cleto Panaccio, con il contributo del Comune e degli abitanti della contrada.

La regia è stata curata dal sacerdote don Mario Probi, la direzione artistica da Antonio Luise. Coordinatori: Carlo Pietrangelo, Pina Di Giamberardino e Giuseppe Giansante. Nel ruolo di Gesù Bambino, la piccola Sofia, di 4 mesi.

Interpreti: Francesca Giansante (Maria); Roberto Contestabile (Giuseppe); Maria Luisa Sborgia (Elisabetta); Armando Pietrangelo (Erode); Marco D’Angelo e Angelo Ruggeri (consoli romani); Luciano Giansante, Emanuele Sborgia e Agostino Ballone (Re Magi). Voci recitanti: Antonio Capozucco, Davide Deiana, Dario Tolli, Davide Quintigliani, Serena Sammassimo, Annabella Cermignani e Ornella Sborgia.

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