Popoli, il Comune avvia il referendum per cambiare il nome

10 Marzo 2023

Tutto pronto per fare la consultazione dei cittadini online Ma è polemica sulla scelta di aggiungere la parola Terme

POPOLI. Procede spedita la nuova denominazione di «Popoli Terme» al posto dell'attuale «Popoli città delle acque». Il cambio di nome, deliberato dal consiglio comunale e recepito dal consiglio regionale che ha accelerato la procedura per esaltare la vocazione di città termale, si appresta ad essere sottoposto all'attenzione dei cittadini che potranno confermare o contestare le intenzioni dell'amministrazione attraverso una consultazione popolare online che sarà avviata nei prossimi giorni.
Il sindaco Dino Santoro annuncia che «lunedì prossimo definiremo i dettagli della creazione della piattaforma con cui i cittadini potranno dire la loro attraverso una consultazione online sul sito del Comune». Il sindaco spera che la nuova denominazione incontri i favori dei popolesi: «Nel convegno di lunedì scorso», commenta, «abbiamo ascoltato i pareri dei presenti che hanno accolto positivamente la novità». La data d'avvio al referendum consultivo sarà reso noto nei prossimi giorni dal Comune.
Dei progetti di rilancio delle terme cittadine, dalla stazione termale con albergo all'istituzione di un'Agenzia per la promozione del turismo sostenibile, si è parlato lunedì scorso, nella sala Gran Guizza, nel corso dell'evento, con proiezione di un docufilm, «Da Popoli a Popoli terme, il rilancio parte da qui», alla presenza del commissario straordinario per la Ricostruzione, Guido Castelli, del deputato Guerino Testa; del presidente della Regione Marco Marsilio; del presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, del direttore generale della Asl di Pescara, Vincenzo Ciamponi; e dell'amministratore di Terme di Popoli Benigno D'Orazio che ha aperto i lavori dell'assemblea spiegando che il progetto ha un «valore di oltre 50 milioni di euro, che a pieno regime prevede l’occupazione di oltre 200 posti di lavoro».
Ma tre associazioni cittadine, Ripensiamo il territorio, Luci su Popoli e comitato European water pole, polemizzano sul cambio di nome. I portavoce Giovanni Natale e Antonio De Luca, spiegano che «le risorse sorgive del territorio popolese producono un miliardo di litri d'acqua ogni giorno, 12mila litri al secondo» che giustificano «il suffisso Città delle acque che esiste da un trentennio ed è stato deliberato da un consiglio comunale su proposta degli ambientalisti. Il suffisso terme è inflazionato e sarebbe una denominazione rischiosa per il futuro e i cittadini vanno ascoltati con un concorso di idee o un referendum».