Popoli, iscritto pd sfida Galli: non versa i soldi al partito

POPOLI. Un iscritto del Pd solleva il caso della ricandidabilità di Concezio Galli per la carica di sindaco alle amministrative di giugno. Scrive al segretario regionale Marco Rapino, a quello della...
POPOLI. Un iscritto del Pd solleva il caso della ricandidabilità di Concezio Galli per la carica di sindaco alle amministrative di giugno. Scrive al segretario regionale Marco Rapino, a quello della sezione di Popoli, Enzo Di Giacomandrea, contestando al primo cittadino uscente di non aver ottemperato, secondo statuto, a versare una quota delle indennità percepite (10%) nelle casse del partito. Galli con i suoi circa 824 euro mensili avrebbe dovuto contribuire con 82,45 euro contro i 37,55 versati.
L'anonimo iscritto, regolamento alla mano, sottolinea che l’inadempienza è causa di decadenza dall'anagrafe degli iscritti e degli organismi dirigenti Pd, pertanto Galli non è candidabile.
Ma il sindaco è pronto a dare la sua spiegazione. «Nell'arco del mio quinquennio» dice «ho lasciato nelle casse comunali (fondi serviti soprattutto per l'acquisto dei voucher lavoro legge 92/2012) una somma ben più alta di quella che avrei dovuto versare per essere "rispettoso delle regole" del mio partito. Parlare di violazione al codice etico dunque, e di ritiro della tessera, la trovo una cosa assolutamente ridicola e fuori luogo. Quanto all'etica e alla trasparenza, sul sito del Comune, è possibile visionare ogni sorta di movimentazione di queste somme, che non lascia dubbi e incertezze. Faccio il sindaco per passione, accetto le critiche e ci metto sempre la faccia e mi rimetto alle decisioni del partito. È strano» conclude «che una questione nota da cinque anni la si tiri fuori a une mese dalla presentazione della lista e con una iniziativa a difesa dell'ospedale». (w.te.)
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