Popoli Terme, sì o no? Il cambio del nome accende il dibattito

19 Marzo 2023

Le associazioni ambientaliste: siamo già “Città delle Acque” Il primo cittadino: «Sarà una spinta per la nostra economia»

POPOLI. “Popoli, Città delle Acque” o “Popoli Terme”? Il nuovo nome da dare alla città sta tenendo banco, a Popoli, dopo che il consiglio comunale ha deliberato all’unanimità, per valorizzare il presidio termale ai fini di una crescita turistica, il cambio di nome, da “Popoli Città delle Acque” a “Popoli Terme”. Un cambio recepito nei giorni scorsi anche dal consiglio regionale che accelera dunque i tempi per il referendum, attraverso il quale i cittadini dovranno dire la loro sulla nuova denominazione. Un cambio che, a quanto pare, piace a molti cittadini e negozianti, favorevoli a quella che sembra essere «una scelta lungimirante» anche ai fini dell’espansione economica del territorio.
Ma associazioni del territorio come “Ripensiamo il Territorio”, “Comitato European Water Pole” e “Luci su Popoli” sono di ben altro avviso. «Bisognerebbe tener conto che Popoli», scrivono in una nota le associazioni, «ormai da un trentennio è stata definita e conosciuta, ma anche deliberata ufficialmente da un consiglio comunale, con il suffisso “Città delle acque”, su proposta degli ambientalisti del Wwf, Italia Nostra, Sole Italico e Pro Natura, con un convegno che si tenne al teatro Comunale nel 1991 dal titolo “Popoli, Città delle Acque”. Le acque», vanno avanti le associazioni contrarie al cambio di nome, «sono una riconosciuta caratteristica storicamente indiscutibile della città: basti ricordare che tutte le risorgive del territorio popolese producono 12.000 litri al secondo, pari a 1 miliardo di litri al giorno, che corrisponderebbe a dissetare potenzialmente i 750.000 di abitanti europei ed oltre. Le Terme possono essere sì, un aspetto importante, ma vengono concettualmente dopo, rispetto al concetto e principio generale delle acque, con tutte le tante conseguenze positive che ne derivano, Terme comprese. In ogni caso», concludono, «qualora si procedesse con il cambio della denominazione», ribadiscono le associazioni, «chiediamo il coinvolgimento dei cittadini nelle opportune forme di legge, attraverso un propedeutico concorso di idee e un apposito referendum».
E l’amministrazione comunale ha deciso di organizzare un referendum per sancire democraticamente e in maniera inequivocabile questa importante scelta.
«Siamo in attesa di risposte sulla modalità migliore di consultazione della cittadinanza», afferma il primo cittadino Dino Santoro, «e quindi, se in maniera digitale, tramite la nostra piattaforma online istituzionale, oppure fisica. Nel mentre, stiamo anche predisponendo il nuovo logo che porteremo all’attenzione di tutti i membri del consiglio comunale. Il nome Popoli Terme per noi è importante, perché ci consentirà una visibilità maggiore ed extraterritoriale sia a Popoli che alle Terme. Ancora oggi i cittadini dei comuni limitrofi non sono a conoscenza della presenza di uno stabilimento termale a Popoli. Sono convinto», continua Santoro, «che sia la direzione giusta da intraprendere per dare una svolta in chiave turistica e occupazionale. Per quanto riguarda le tre associazioni ostili, che cercano ogni tanto di darsi visibilità, stiano tranquille perché abbiamo pensato a tutto, anche a dare rilievo al suffisso “Città delle Acque” che andrà a coprire il settore turistico dell’agenzia promozionale. Nella speranza che i progetti vengano accolti e finanziati in tempi brevi, per poter partire fattivamente con i lavori», conclude il sindaco, «ringrazio tutti coloro che condivideranno tale progetto e che remeranno in tale direzione, visto che per attuare questo passaggio storico per la nostra città avremo bisogno di unità».