Porta Nuova nel mirino della malavita: svaligiato deposito di un ristorante

Il Pinguino di corso Manthonè derubato durante un raid notturno Il titolare Marrone: «Non denuncio più, chiedo maggiore vigilanza»
PESCARA. I ladri hanno lasciato sul bancone solo una bustina di mandorle, aperta ma non consumata del tutto, e due bibite. Hanno invece portato via, nottetempo, cartoni di birre, prosciutti, salami e mozzarelle, lattine di olio, per un valore di 400 euro. Nel mirino della malavita è finito il magazzino della pizzeria “Il Pinguino” di corso Manthonè saccheggiato da balordi, forse più di uno, nella notte tra domenica e lunedì dopo aver forzato, forse con un giravite, la serratura di una porta di servizio che conduce alle cucine.
Lo scoramento di Antonio Marrone, titolare dello storico locale sorto 36 anni fa: «Ormai non siamo più tranquilli. E’ il terzo furto in due anni, in questa strada senza telecamere, né sorveglianza. Non perdo neppure più tempo a fare le denunce, non ho più fiducia nelle istituzioni». Si tratta del quinto colpo consecutivo, messo a segno nel fine settimana appena trascorso, tra il centro storico e piazza Duca d’Aosta dove c’è stata la prima, violenta, spaccata al negozio Uza, intorno all’una di domenica. Poi sono seguiti i tre assalti al ristorante “Dal Ruvido” in via Conte di Ruvo, al Gran Caffè D’Amico di via D’Annunzio e alla pescheria “Pianeta Mare” di via dei Bastioni. Bottino misero per i malviventi, ma danni ingenti alle vetrine dei negozi. Al Pinguino (il locale è aperto la sera per asporto) tutto ha inizio intorno alle 22,30 di domenica quando Marrone nota «un giovane imbacuccato in un cappuccio grigio chiaro e la pelle scura, che ha sbirciato dentro il locale e poi è scappato via». Lì per lì non ha pensato al peggio, l’esercente, ma la mattina seguente il suo pizzaiolo, entrato in cucina per cominciare il lavoro, lo chiama e lo avverte che dal magazzino era sparito tutto. «Hanno portato via», elenca Marrone, «3 cartoni di birra, 1 di pelati, 1 di speck e un mezzo di prosciutto, una spalla cotta, salamino piccante, una cassetta di mozzarella, una confezione di olive ascolane, due buste di patate fritte prese dal congelatore, due lattine di olio da 5 litri e due di olio di semi e il pane. In cucina hanno aperto e lasciato sul bancone una bustina di mandorle e due bibite». Secondo l’imprenditore «il furto deve esserci stato tra le 23 e le tre del mattino, a giudicare da un pezzo di carne non ancora scongelato rimasto fuori dal frigo. Hanno forzato, forse col giravite, la porta del magazzino adiacente l’ingresso principale». A colpire «sicuramente più d’uno, con una macchina pronta fuori per caricare tutta la merce infilata nel borsone della consegna delle pizze. Qui non ci sono telecamere, le più vicine sono quelle di un pub vicino e quelle pubbliche in Largo dei Frentani. Chiedo maggiori controlli e sorveglianza. Non farò denunce, a che serve? La volta precedente non sono state controllate neppure le macchie di sangue lasciate dai balordi che si sono fatti male dopo aver rotto un vetro. A marzo mi hanno portato via la tv e, prima ancora, gioielli a casa».

