«Porta Nuova tagliata fuori dalla processione di Pasqua» I fedeli contro l’esclusione

30 Marzo 2023

Via Crucis solo dal Sacro Cuore a piazza Salotto: protesta di negozianti e residenti In campo anche i politici, appello al vescovo Valentinetti: il percorso è da rivedere

PESCARA. Non accettano che la tradizione cambi. Contestano che Porta Nuova, con la cattedrale di San Cetteo, sia stata tagliata fuori dalla processione del Venerdì santo che quest’anno sarà sostituita da una Via Crucis in centro. Si muoverà da piazza Sacro Cuore a piazza Salotto, alle 19.30, con un corteo che si muoverà dalla prima all’ultima delle 14 stazioni, dietro alla Croce e alle statue del Cristo Morto e della Madonna addolorata. Sono diverse le voci di disappunto che si sono sollevate contro la decisione dell’arcidiocesi di dar vita a «un corteo meditativo», un appuntamento «pensato in maniera diversa per dare più valore al momento di preghiera per la pace», come è stato detto nei giorni scorsi. Ma Porta Nuova non ci sta e nelle ultime ore commercianti e residenti hanno sollevato la questione, pensando di coinvolgere il parroco, don Francesco Santuccione, e sperando in un ripensamento dell’arcivescovo Tommaso Valentinetti.
LA POLEMICA
Adele Rolando, storica commerciante di Porta Nuova, è determinata a far sentire la voce di questa parte della città. «Sono indignata e con il cuore colmo di tristezza», ha scritto su Facebook segnalando che «la processione Porta Nuova non si farà». Sarebbe stato «più giusto, se pur con un percorso breve, che la processione uscisse dalla cattedrale per attraversare i due ponti e rientrare», ha scritto. La cattedrale non «andava tagliata fuori, anzi Porta Nuova andava preferita al centro perché qui c’è meno gente, specie di sabato, e ci si poteva raccogliere in preghiera senza essere disturbati, chiudendo via Conte di Ruvo», suggerisce la commerciante che è dispiaciuta «non solo dal punto di vista religioso ma anche perché la processione avrebbe portato un po’ di gente qui da noi», anche se la zona «è degradata». E se la prende anche con il sindaco Carlo Masci che non avrebbe troppo a cuore le sorti di Porta Nuova, per cui magari «gli ha fatto piacere» questa scelta.
Mentre riemerge l’antica divisione tra Pescara e Castellammare, c’è chi fa notare che «la cattedrale è San Cetteo e non il Sacro Cuore» e non può essere «sabotata», mentre qualcun altro lancia l’idea di «trovare un sacerdote, per farcela noi, la Via Crucis», altrimenti si potrebbe pensare di «non farla proprio, la processione: niente noi e niente loro», né al centro né a Porta Nuova. I residenti di piazza Garibaldi e dintorni si sentono «cittadini di serie B», privati «immeritatamente» dell’appuntamento del Venerdì Santo e non escludono di «scrivere al Papa», oltre a proporre una raccolta firme da inviare al vescovo, dopo questa «profanazione della tradizione».
I POLITICI
La decisione della Via Crucis in centro, per raggiungere la piazza simbolo della città, «non convince» neppure Maria Luigia Montopolino, consigliere comunale (Lega), che si è rivolta a don Francesco. «Seguivo la processione o attendevo il suo passaggio lungo il percorso», dice. «Per me è un momento di partecipazione, di raccoglimento e riflessione, qualcosa che riempie la città. E ora viene meno. Forse sono tradizionalista io, ma perché questa scelta?», si chiede pur assicurando di essere «aperta a questa nuova esperienza». Un appello a Valentinetti è partito dai consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Cristian Orta, Zaira Zamparelli e Mauro Renzetti «affinché riveda almeno parzialmente la decisione di limitare alla sola area centrale lo svolgimento della processione del Venerdì Santo che tanti fedeli richiama nel giorno in cui viene rievocata la Passione di Gesù». Il gruppo consiliare chiede che «la processione con il crocifisso, con le statue del Cristo Morto e della Madonna Addolorata, con i simboli che rappresentano le stazioni della Via Crucis, preveda alcune soste anche nella parte sud della città, nell’area della Cattedrale, affinché i fedeli e i cittadini di quei luoghi possano assistere al rito religioso che celebra uno dei misteri centrali della fede cristiana, uno dei momenti di maggiore partecipazione per i credenti».
LA RISPOSTA DI DON FRANCESCO
Dalla cattedrale arriva il messaggio conciliante, nei toni e nelle parole, di don Francesco. «Quest’anno si è pensato di fare una cosa nuova, per far partecipare tutti alla Via Crucis, visto che solo alcuni seguono la processione, di solito. Tutti potranno ascoltare le riflessioni, i canti e le preghiere, grazie a un bell’impianto acustico lungo il percorso, tra le 14 stazioni, ognuna contraddistinta dalla presenza di una categoria. È una cosa nuova, più sinodale, e io dico a tutti di vivere questa bella occasione, di prendere il meglio di questa idea bellissima». E poi va alla sostanza: «L’importante», raccomanda ai fedeli, «è di alimentare l’amore del Signore». E poi «gli appuntamenti in cattedrale saranno tanti».