Portava i documenti falsi per gli ebrei all’interno della bicicletta
Gino Bartali nacque nel 1914 in un paesino vicino a Firenze di nome Ponte a Ema in cui passò gran parte della sua vita. Durante la guerra fu costretto a farel’accademia militare, in seguito fu...
Gino Bartali nacque nel 1914 in un paesino vicino a Firenze di nome Ponte a Ema in cui passò gran parte della sua vita. Durante la guerra fu costretto a fare
l’accademia militare, in seguito fu arruolato
nell’esercito come riparatore di ruote delle biciclette militari, infine riuscì a congedarsi grazie all’aiuto di alcuni dei suoi compagni. Costretto a vedere continue deportazioni di ebrei, nel 1943 si accordò con un tipografo di Assisi che creava documenti falsi per proteggere i perseguitati. Insieme a lui lavorarono alcuni aiutanti insospettabili come frati, suore e sacerdoti. Il compito di Bartali era portare i documenti falsi a Firenze e nei dintorni, nascondendoli nella canna della sua bicicletta. Il movimento di resistenza trovò per lui un ruolo perfetto. Fingendo di allenarsi, diventò un corriere: Bartali trasportava fotografie e documenti d’identità contraffatti dentro e fuori da una stamperia segreta. È morto il 5 maggio del 2000 nella casa di Firenze. A fermarlo un attacco di cuore.
l’accademia militare, in seguito fu arruolato
nell’esercito come riparatore di ruote delle biciclette militari, infine riuscì a congedarsi grazie all’aiuto di alcuni dei suoi compagni. Costretto a vedere continue deportazioni di ebrei, nel 1943 si accordò con un tipografo di Assisi che creava documenti falsi per proteggere i perseguitati. Insieme a lui lavorarono alcuni aiutanti insospettabili come frati, suore e sacerdoti. Il compito di Bartali era portare i documenti falsi a Firenze e nei dintorni, nascondendoli nella canna della sua bicicletta. Il movimento di resistenza trovò per lui un ruolo perfetto. Fingendo di allenarsi, diventò un corriere: Bartali trasportava fotografie e documenti d’identità contraffatti dentro e fuori da una stamperia segreta. È morto il 5 maggio del 2000 nella casa di Firenze. A fermarlo un attacco di cuore.

