Porto insabbiato, lavori tra 5 mesi I pescatori: «Non si naviga più»

Il Comune punta a far partire l’intervento di pulizia dei fondali dai fanghi entro la fine di settembre Ma gli armatori chiedono garanzie: «Serve una soluzione immediata o saremo costretti a licenziare»
PESCARA. Bisognerà attendere ancora 5 mesi per veder partire il dragaggio intensivo del porto di Pescara. L’ha annunciato il dirigente comunale ai Lavori pubblici, Fabrizio Trisi. «I lavori dovrebbero partire presumibilmente alla fine di settembre», spiega Trisi, «poi serviranno 80-90 giorni per concluderli». Un intervento atteso soprattutto dai pescatori che negli ultimi tempi hanno faticato parecchio per uscire a largo con le loro imbarcazioni. Il Comune sta cercando di tamponare la situazione di disagio attuale con l’intervento periodico di una draga per liberare i fondali del canale. Per il momento si tratta di interventi di emergenza, fondamentali per liberare la canaletta e quindi consentire alla marineria di entrare e uscire dal porto senza problemi e soprattutto senza incidenti almeno fino a fine settembre. «La draga si è vista una volta raramente finora», spiega l’armatore Romeo Palestino, «ma ci sta consentendo, seppur con tanta fatica, di avere un percorso semilibero per spostare le barche. Fino ad ora, con parecchi stenti, ce la stiamo facendo». Il Comune ha di fatto chiesto l’ennesimo sforzo agli armatori: attendere fino a settembre, quando partirà il dragaggio vero e proprio. Si tratta di un progetto finanziato con circa due milioni di euro dalla Regione e dall’autorità portuale. «Se riescono a mantenere il percorso di ingresso e uscita libero», conclude Palestino, «potremmo anche fare uno sforzo, ma mi auguro che non si vada oltre la fine dell’anno».
Il progetto del dragaggio intensivo prevede che le sabbie dei fondali, una volta prelevate, vengano collocate dentro dei grossi sacchi e poi posizionati a ridosso del porto: è proprio questo uno dei problemi principali che hanno rallentato le operazioni finora. Il Comune, infatti, spera che a breve cambi la legge sullo smaltimento dei materiali. «Se arriverà la nuova norma che aspettiamo», spiega Trisi, «i materiali del dragaggio potrebbero essere trasportati nelle discariche per poi essere utilizzati per il sottofondo stradale. Ciò faciliterebbe le operazioni e potremmo accelerare i lavori di circa quattro volte rispetto al normale».
In ogni caso, si preannuncia un’estate di sofferenza per gli armatori, che da tempo convivono con il fondale basso e sono costretti a fare grossi sacrifici per portare le loro imbarcazioni a largo.
«La situazione rimane insostenibile», spiega l’armatore Lucio Di Giovanni, «a seconda delle mareggiate il disagio legato ai fondali insabbiati cresce o diminuisce. Il problema è che servirebbe un’azione decisa per risolvere il problema. Io spero che si riesca a trovare una soluzione definitiva almeno entro la fine dell’anno, altrimenti per noi sarà difficile tirare avanti».
Gli fa eco Francesco SCordella, presidente dell’associazione Armatori Pescara, «stanno facendo interventi di pulizia a cadenza mensile. Ma all’interno del canale la situazione è un disastro ed è cambiato poco rispetto a qualche mese fa. Siamo nauseati da questa situazione. È molto dura per tutti e se si continua così presto saremo costretti a licenziare».

