Porto, lavori fermi Così rifiuti e ruggine divorano il cantiere

Francavilla, cancelli divelti e vandali in azione nell’area Eppure, sono stati spesi 2 milioni e annunciati altri 2,5
FRANCAVILLA AL MARE. La storia del porto di Francavilla al Mare, almeno fino a questo momento, sembra incarnare alla perfezione la classica storia delle opere incompiute all’italiana. I lavori sono iniziati diversi anni fa, ma per una serie di motivi si è arrivati all'inizio del 2017 e l'opera pubblica sembra ancora lontana dalla sua definitiva ultimazione. La realtà attuale vede un cantiere in totale abbandono ormai da molto tempo e tutto intorno uno stato si degrado diffuso.
Una delle due aree del cantiere, quella più lontana dal mare, è anche accessibile a tutti, visto che qualcuno ha divelto e buttato a terra il cancello di ingresso. All'interno dell'area dei lavori si vede come alcuni vandali e writers abbiano lasciato segno del loro passaggio: quasi tutti i cubi in cemento armato, che dovrebbero rappresentare la base del nuovo scalo marittimo, sono stati imbrattati. Dagli stessi cubi spuntano decine di tondini in ferro ormai arrugginiti dalla pioggia e dalle mareggiate. Il cantiere è posizionato lateralmente alla sponda sud dell’Alento e in questo tratto che costeggia il fiume ci sono cumuli di rifiuti con oggetti di vario tipo come bottiglie, flaconi, barattoli e rami secchi oltre a materiale di vario tipo. Avvicinandosi invece alla seconda entrata del cantiere, chiusa con una catena, si scorge adagiato a terra il cartello con il dettaglio dei lavori su cui si legge come la data di inizio delle opere risalga al 4 maggio dello scorso anno e come la durata degli stessi fosse prevista in trecento giorni, dunque 10 mesi. L'importo totale dei lavori è di circa un milione e mezzo di euro. In base a quel cartello, il cantiere dovrebbe chiudere il prossimo mese, il problema è che i lavori non sono mai partiti, nonostante gli annunci di 12 mesi fa fatti sia dal sindaco Antonio Luciani sia dal presidente della Regione Luciano D'Alfonso.
Proprio nel febbraio 2016 arrivò un nuovo finanziamento della Regione, 2.5 milioni di euro circa, che dovrebbe permettere il completamento dell'opera. Per il porto alla foce dell’Alento sono stati spesi già 2 milioni di euro per il primo lotto dei lavori, partito nel 2007 e fermato nel 2009 in seguito al sequestro della magistratura. Allo stato attuale il problema è rappresentato dell'analisi della sabbia che va dragata dall'alveo dello scalo. Il Comune è in attesa di ricevere una risposta, prevista già da molti mesi ma mai fornita dalla Regione su dove stoccare quel materiale. La sabbia, già caratterizzata, deve essere sottoposta a nuove analisi per valutare se i valori siano conformi a un suo utilizzo per il ripascimento del litorale, che sarebbe molto utile in seguito alle mareggiate che hanno eroso in maniera evidente la spiaggia. Dunque i lavori non possono riprendere a causa di un problema di inquinamento, emerso dalle analisi dell’Arta, della sabbia da dragare, che va raccolta e spostata.
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