Porto: mancano 3,3 milioni di euro Slittano i lavori per il nuovo molo

15 Dicembre 2018

Dopo l’apertura della diga foranea, arriva lo stop del comitato regionale sull’impatto ambientale Sospiri (Forza Italia): «Non ci sono i soldi per pagare l’Iva». Del Vecchio: «Troveremo i fondi»

PESCARA. Non bastano i 15 milioni di euro inseriti nel masterplan regionale per l’intervento di deviazione del porto canale, attraverso la costruzione di una parte del nuovo molo nord e il completamento del pannello di foce. All’appello mancano 3,3 milioni di euro, pari all’applicazione dell’Iva al 22%, che non sono stati inseriti nel quadro economico.
Lo ha messo nero su bianco il comitato di coordinamento regionale per la Valutazione di impatto ambientale, presieduto dal direttore generale della Regione Vincenzo Rivera, con il giudizio formulato il 4 dicembre scorso e reso noto ieri mattina dai capigruppo di Forza Italia in consiglio regionale Lorenzo Sospiri e in consiglio comunale Marcello Antonelli. Questa discrasia, adesso, come rileva l’opposizione, rischia di far allungare di un altro anno i tempi di completamento di un progetto fondamentale per la sopravvivenza della flotta peschereccia e commerciale della città, per la riattivazione dei collegamenti con la Croazia e con l’altra sponda dell’Adriatico e persino per il miglioramento della qualità delle acque. Esiste, infatti, la possibilità di dover attivare le procedure di competenza statale e sottoporre le opere al vaglio della Valutazione d’impatto ambientale nazionale, evitando così di pagare le somme aggiuntive per il calcolo dell’Iva.
«Complessivamente sono previste opere per 60 milioni di euro», ha spiegato Sospiri, «e noi abbiamo sempre sostenuto, già un anno fa, che il nostro porto è nazionale e quindi tutte le opere vanno sottoposte a Via nazionale. L’ex governatore D’Alfonso ci ha sempre smentito e l’Arap, stazione appaltante, guidata dal geometra Leombroni, ha segmentato il progetto in più lotti. L’estate scorsa ho personalmente aperto una vivace polemica con l’Autorità portuale di Ancona, che ha oggi giurisdizione sui porti abruzzesi, per aver escluso l’Abruzzo da ogni possibile finanziamento».
Il primo lotto dei lavori, dell’importo di 15 milioni, stanziati nel Masterplan della Regione Abruzzo, è stato sottoposto al parere del Via regionale in quanto opere a difesa della costa dalle mareggiate e dei pescherecci in ingresso. Ma, come ha rilevato il comitato Via regionale, in base a una legge dello Stato tutte le opere sui porti di ristrutturazione, completamento, realizzazione e risanamento, di competenza del Via nazionale, sono a Iva zero. Invece, su tutte le altre opere, deve essere applicata l’Iva al 22%. «Ed ecco la buccia di banana», ha rimarcato Sospiri, «nel quadro economico del progetto da 15 milioni l’Arap ha previsto l’Iva zero, certificando dunque che non si trattava di semplici opere di difesa della costa, ma di opere sul porto nazionale e quindi si deve andare a Via nazionale». La Regione ora dovrà fornire gli ulteriori chiarimenti «ai fini della definizione delle procedure di valutazione di impatto ambientale», si legge sul parere del Comitato Via, «posto che, ove confermata la riconducibilità delle opere, bisognerà attivare le procedure di competenza statale».
«Correggeremo il quadro economico», è la risposta di Enzo Del Vecchio, segretario particolare del presidente, «inseriremo l’applicazione dell’Iva al 22% in quanto si tratta di opere in difesa della costa. Lavoreremo per trovare le risorse necessarie. Mi auguro che tutte le forze politiche, compreso Sospiri, lavorino con noi affinché i tempi del progetto siano celeri e non subiscano rallentamenti».