Posti di lavoro per chi ha almeno 45 anni
Dalla cura del verde alla sorveglianza degli impianti comunali. E il pagamento avverrà con voucher da 10 euro l’ora
PESCARA. Da un lato una città spesso sporca, assediata dal verde incolto e con problemi di sorveglianza durante eventi e mostre; dall’altro tanti, troppi, disoccupati non più giovani che non sanno come tirare avanti la famiglia. Mettere insieme queste due realtà, in modo che entrambe trovino una seppur parziale soluzione, lo scopo del progetto “M’impegno per Pescara”, votato in Consiglio comunale all’unanimità e recepito dall'amministrazione con una delibera di giunta passata martedì sera con un finanziamento di 150mila euro per un anno.
Si tratta di un programma rivolto agli over 45 rimasti senza lavoro – una fetta importante sebbene in ombra del generale dramma della disoccupazione in Italia che nel capoluogo adriatico annovera diverse centinaia di persone – che in base a una serie di requisiti (vedi tabella) potranno accedere a una graduatoria a punti ed essere ingaggiati dal Comune per occuparli a seconda della necessità in più campi, dalla cura del verde, di aree e strutture pubblici, alla sorveglianza di impianti e beni comunali, dalla gestione di attività e strutture al supporto per eventi e manifestazioni e in caso di emergenza e di iniziative di solidarietà. Il pagamento avverrà attraverso voucher: 10 euro lordi l’ora, di cui – considerando le trattenute Inps – al lavoratore entreranno circa 7,50 euro.
Tra i requisiti per entrare nella graduatoria l’essere iscritti alle liste dei disoccupati del Centro per l’impiego, o cassintegrati, o in mobilità, o esodati, con un reddito Isee non superiore a 20mila euro l’anno. Il punteggio assegnato varia in crescendo a seconda della situazione economica (ad esempio 32 punti per chi percepisce 2500 euro annui, 20 punti per chi guadagna tra i 10mila e i 12.500), del numero di familiari a carico e dell’età: più adulti si è più punti si hanno. Anche esperienze, competenze e titoli prevedono punti. Il progetto fa parte di un programma in tre fasi rivolto ad arginare la disoccupazione e il conseguente disagio sociale: la seconda partirà a stretto giro, si chiama Sostegno Inclusione Attiva e attinge risorse statali, mentre in autunno il Comune riparteciperà al bando per Abruzzo Inclusivo, con fondi regionali. Per la città in totale è previsto un investimento totale di un milione di euro circa.
La fase operativa di “M’impegno per Pescara” è stata presentata ieri in una conferenza stampa dal sindaco Marco Alessandrini, dall'assessore alle Politiche sociali Giuliano Diodati, dal consigliere Piernicola Teodoro che ha promosso il progetto e dal presidente della Commissione Politiche sociali Tonino Natarelli. «Pescara è la prima città d’Abruzzo a sperimentare un progetto di inclusione attiva come questo, con fondi comunali, che potrà trasformarsi in opportunità concrete per 50-70 persone», ha sottolineato Diodati. «È’ un progetto pilota, nato dalla convinzione che non è necessario solo “assistere”, ma si deve anche accompagnare e riavvicinare al mondo lavorativo chi ne è uscito, specie quando ha un’età alta, non facile da ricollocare. Per rientrare nel bando, che verrà pubblicato entro una decina di giorni», ha poi ricordato l’assessore, «gli interessati non devono essere dispensati dall'impiego presso la pubblica amministrazione». «Questo è anche un progetto pilota», ha aggiunto Teodoro, «quando andrà a regime si potrà pensare anche di aumentare il capitolo di spesa perché in futuro possa essere ampliato e potenziato. Quando è nato aveva una dotazione di 50 mila euro, oggi è cresciuto fino a 150mil, le persone che si trovano in questa condizione sono centinaia, forse anche di più, vedremo da subito quante sono le domande per calibrare i capitoli per il futuro». «La sensibilità trasversale del Consiglio rivela il valore di questo progetto», ha concluso Alessandrini, «come maggioranza rivendichiamo un risultato che può sembrare scontato, ma non lo è. Pescara è la locomotiva d’Abruzzo, ma abbiamo bisogno di interventi il più possibile incidenti, che facciano recuperare dignità alle persone e forniscano un servizio alla comunità».
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