«Povera bimba, chissà che trauma ha subito»

Il racconto dei passanti. E la commozione delle tante mamme arrivate sul luogo della tragedia
GIULIANOVA. L’amarezza e lo sgomento si leggevano chiaramente negli occhi della folla che si è formata, ieri pomeriggio, in viale Orsini, sul luogo dell’accoltellamento di Paolo Cialini, che poi è morto all’ospedale “Maria santissima dello Splendore”. Erano da poco passate le 15 quando si è consumato il delitto. «Ero a casa a riposare», ha raccontato un residente, «mi sono affacciato perchè ho sentito l’ambulanza. Sono sceso e ho visto un uomo a bordo del Fiorino che stava aspettando i carabinieri. L’ambulanza aveva già portato via l’altro». Quello a bordo del Fiorino era Dante Di Silvestre, autore dell’omicidio, che dopo l’accaduto ha aspettato in macchina l’arrivo dei carabinieri, arrivati subito dopo col capitano Domenico Calore.
Non c’era gente in giro alle 15, anche il vicino negozio di abbigliamento sportivo era chiuso. E pioveva. Solo un ragazzo, che guidava la sua macchina a poca distanza da quella della vittima, ha raccontato ai carabinieri di aver visto i due conducenti litigare a gesti molti metri prima da dove poi è accaduto il fatto. I due poi si sarebbero fermati allo stop prima di immettersi in viale Orsini e, dopo aver alzato le mani l’uno sull’altro, Di Silvestre sarebbe tornato verso la sua autovettura, avrebbe preso il coltello dal lato passeggero del Fiorino e si sarebbe scagliato contro il 47enne.
Mano a mano, l’attenzione dei passanti è stata richiamata dalla presenza dei carabinieri e della polizia municipale. Il luogo dell’omicidio è stato infatti transennato con il nastro rosso e bianco mentre, all’interno del perimetro, la squadra scientifica prendeva le misure e faceva rilievi. Il sangue per terra, ancora rosso intenso e abbondante, ha scatenato le reazioni dei presenti. «E’ inaudito», ha commentato una donna, «non ci si crede. E dire che in macchina c’era anche la figlia piccola, non voglio pensare al trauma che può aver subito».
Alla figlioletta sono andati i pensieri di molti, soprattutto di donne e mamme. «Da oggi devi stare attento quando porti in macchina nostro figlio», ha detto una donna a suo marito. Anche il sindaco Francesco Mastromauro è voluto intervenire sull’accaduto, dicendosi profondamente scosso. «Sono sconvolto, mancano davvero le parole», ha commentato, «la nostra è una cittadina tranquilla, non abituata certo ad una violenza feroce, insensata come quella verificatasi oggi pomeriggio. Un banale diverbio trasformatosi in omicidio. Alla presenza oltretutto della piccola figlia dell'assassinato, Paolo Cialini, una brava persona da quel che so, peraltro da me ricevuto in Comune in un paio di occasioni. Esprimo la mia tristezza, il mio stupore agghiacciato per quanto avvenuto. Alla moglie, alla figlia dell’assassinato, che purtroppo porterà per anni con sé l'orrore di quanto accaduto oggi, ed ai famigliari, tutto il mio cordoglio e quello dell’intera città».
Margherita Totaro
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