Precaria contro “esiliati”: troppi piagnistei La replica: i diritti non sottraggono posti

«La richiesta di assegnazione provvisoria è un diritto attraverso il quale è possibile il ricongiungimento al nucleo familiare nel luogo di residenza e non sottrae posti di lavoro a nessuno». Con...
«La richiesta di assegnazione provvisoria è un diritto attraverso il quale è possibile il ricongiungimento al nucleo familiare nel luogo di residenza e non sottrae posti di lavoro a nessuno». Con questa premessa, i docenti trasferiti al Nord per effetto della legge sulla Buona scuola e rimandati a casa dopo sole due settimane di servizio, rispondono alla missiva dai toni infuocati inviata al Centro dall'insegnante Anna Maria Ruscitti, la quale, disoccupata, in sostanza si chiede perché colleghi così fortunati ad avere un lavoro, si lamentano per i trasferimenti. «Leggo articoli toccanti sui poveri insegnanti», scrive Ruscitti, che elenca una serie di considerazioni in una mail inviata alle lettere al direttore, «che allontanati senza un reale motivo dalla propria scuola, per avere una cattedra, ora tornano in lacrime a riappropriarsi della propria vita e affetti. Poniamo fine a questi indegni quanto – per noi vincitori di concorso senza occupazione – mortificanti piagnistei. Io ho due figli e dopo questo concorso sto a casa, ma gli insegnanti spiegassero perché hanno fatto domanda per il ruolo sapendo di essere contrari agli spostamenti». Punto per punto, ribatte il comitato dei Nastrini Rossi capeggiato in Abruzzo da Francesca Carusi (foto): «Innanzitutto, le parole “indegni”, “ridicoli”, “mortificanti”, “scappatoie”e “piagnistei” non dovrebbero appartenere al vocabolario di una insegnante che in via pubblica si rivolge ad altri docenti, oltre al fatto che la collega dovrebbe ristudiarsi le normative scolastiche. Sull'immissione in ruolo, la domanda di assunzione era nazionale, ma le nostre domande non escludono le province di appartenenza e il ruolo non è stato un regalo ultraterreno, ma un riconoscimento giunto dopo anni di precariato». Sulla mobilità coatta «che stiamo contestando, dopo il ruolo, ci chiediamo dove sia scritto che la mobilità sarebbe stata per noi obbligatoria». Infine, le assegnazioni provvisorie: «Sono un diritto da sempre esistito nella pubblica amministrazione, non sottraggono posti nè a precari, nè a vincitori del concorso». (c.c.)

