Preferenze, doppietta FdI con Quaglieri e Gatti: Blasioli (Pd) si piazza terzo

Tra i più votati l’ex sindaco di San Salvo Magnacca e l’aquilano Santangelo Nella parte alta della classifica anche Sospiri e i teramani D’Annuntiis e Mariani
PESCARA. Sul podio dei più votati delle regionali Fratelli d’Italia piazza una doppietta, seguita dal Pd sul terzo gradino. Al partito del governatore Marco Marsilio e della premier Giorgia Meloni vanno il primo, il secondo e il quarto posto della classifica, mentre tra i dieci campioni di preferenze trovano spazio altri due esponenti Dem e due consiglieri confermati di Forza Italia. Resta più lontana dalle zone alte della classifica la Lega, che sconta il calo di consensi rispetto a cinque anni fa.
il centrodestra
Il record delle preferenze è dell’assessore uscente Mario Quaglieri, candidato all’Aquila con FdI, che incassa 11.748 voti. Subito dopo in graduatoria c’è il teramano Paolo Gatti, anche lui in corsa con Fratelli d’Italia, a quota 10.867. Al partito della premier fa capo anche la quarta più votata, l’ex sindaco di San Salvo Tiziana Magnacca (9.617 preferenze). Nella classifica dei consensi Forza Italia figura con i confermati Roberto Santangelo, eletto all’Aquila con 9.600 voti, e il pescarese Lorenzo Sospiri, presidente uscente del consiglio regionale, che si attesta a 8.822. Tra i più votati della coalizione anche l’assessore uscente teatino Nicola Campitelli, ex della Lega passato a FdI, con 8.463 preferenze. Fratelli d’Italia annovera nella graduatoria dei migliori risultati anche quello del sottosegretario alla presidenza della Regione Umberto D’Annuntiis, confermato in provincia di Teramo con 7.407 voti. Poco sotto si piazza il vice presidente uscente Emanuele Imprudente, rieletto all’Aquila con 7.034 voti. L’addio al Carroccio non è costato al teramano Emiliano Di Matteo e al pescarese Luca De Renzis. Il primo è rientrato in consiglio con Forza Italia (4.082 voti), mentre il secondo è stato rieletto con FdI (4.732).
il centrosinistra
Sul fronte opposto il risultato migliore è del consigliere uscente del Pd Antonio Blasioli, rieletto a Pescara con 9.934 preferenze. Segue l’altro esponente Dem Silvio Paolucci, rieletto con 8.669 voti nel Chietino. Rientrano in consiglio, sempre nelle file del Pd, i teramani Sandro Mariani (7.532 preferenze) e Dino Pepe (7.371), insieme all’aquilano Pierpaolo Pietrucci (5.796). Il più votato della lista “Abruzzo insieme”, la civica che fa capo a D’Amico, è l’assessore teramano Giovanni Cavallari, eletto con 4.691 voti.
I grandi delusi
La tornata elettorale di domenica ha fatto anche registrare esclusioni eccellenti. Le più clamorose sono quelle degli assessori Pietro Quaresimale e Nicoletta Verì. Il primo, che ha gestito le deleghe a sociale e lavoro, recordman di preferenze del centrodestra con la Lega nelle scorse elezioni, ha ottenuto 5.559 voti che però non gli sono bastati a confermare il posto in consiglio. Quaresimale, in corsa con il Carroccio, è stato penalizzato dal fatto che in provincia di Teramo il centrodestra ha ottenuto tre seggi contro i quattro del centrosinistra e dunque è rimasto fuori. Verì, assessore uscente alla sanità, ex della Lega candidata a Pescara con la civica “Marsilio presidente” si è fermata a 2.559 preferenze che non le lasciano margini di ripescaggio. Rientrerà in consiglio, anche se non eletto direttamente, il consigliere uscente teatino di Fratelli d’Italia Mauro Febbo. A fargli spazio sarà la conferma di Daniele D’Amario in giunta, eletto nella sua stessa lista con 5.408 preferenze dopo la legislatura da assessore esterno. Niente da fare, invece, per l’ex pentastellata Sara Marcozzi, confluita in Forza Italia nel corso del mandato e non rieletta a Chieti. Resta fuori anche l’altra teatina Sabrina Bocchino che era in corsa con la Lega. Tra le mancate conferme c’è inoltre quella di Americo Di Benedetto all’Aquila che era ricandidato con “Abruzzo insieme” e ha ottenuto 4.737 preferenze che però non sono state sufficienti. Lo stesso esito riguarda la teramana Simona Cardinali, uscente non rieletta nella lista della Lega. Non ce la fa neppure l’assessore pescarese Alfredo Cremonese, che era schierato nella lista di FdI.
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