Prefettura vandalizzata di notte Scatta la caccia ai gruppi No vax

Imbrattato il palazzo di Governo, la doppia V dentro il cerchio rosso è il marchio dei “Guerrieri vivi” Indaga la Digos: i responsabili, a volto coperto, sono stati inquadrati dalle telecamere di sorveglianza
PESCARA. I complottisti hanno agito nella notte, a volto coperto, imprimendo in più punti del palazzo della Prefettura il simbolo della doppia “v” avvolto da un cerchio rosso, marchio di riconoscimento del gruppo No vax Guerrieri vivi. A inquadrarli (due persone o forse di più, saranno le indagini a chiarire il numero esatto dei responsabili), mentre a volto coperto nella tarda serata di lunedì hanno tracciato scritte a caratteri cubitali sulla scalinata e sulla facciata esterna, deturpando con la bomboletta spray la sede del Governo sul territorio, sono state le telecamere del sistema di videosorveglianza intorno all’edificio in marmo bianco di proprietà della Provincia.
La pista No Vax è la più accreditata dalla Divisione investigazioni generali e operazioni speciali (Digos) della questura di Pescara, coordinata da Dante Cosentino, al lavoro fin dai primi minuti per cercare di risalire ai responsabili del raid vandalico. Si indaga a 360 gradi per cercare di ricostruire la dinamica del blitz e incastrare gli autori di un attacco in piena regola. Dopo l’intervento degli agenti della squadra Volante (agli ordini del dirigente Pierpaolo Varrasso) a seguito dell’allarme scattato lunedì notte poco prima di mezzanotte, l’intero perimetro intorno a piazza Italia dove si affacciano le sedi istituzionali di Prefettura e Provincia, e poco distante il Comune con l’ex Inps, è stato battuto centimetro per centimetro per cercare tracce utili a identificare i responsabili. In parallelo i poliziotti della Digos hanno provveduto ad acquisire e visionare la maggior parte dei filmati delle telecamere della notte scorsa oltre a sentire alcuni residenti della zona. Si cerca, in particolare, negli ambienti legati ai No vax, gli stessi che nei mesi scorsi sono entrati in azione anche in altre zone della città, imbrattando i muri dell’ospedale, di una scuola e della sede della Cgil in via Benedetto Croce con scritte simili. Nonostante l’emergenza Covid sia terminata da un pezzo, i gruppi cospirazionisti Guerrieri vivi, riuniti sotto il simbolo della doppia “v” rossa dentro un cerchio (che sta per warriors, ma richiama anche V per Vendetta), non hanno mai cessato le loro campagne contro i presunti effetti collaterali dei vaccini, spesso collegati a una galassia di temi legati all’identità digitale, ai cambiamenti climatici e a quella che bollano come una «dittatura nazisanitaria». Campagne generalmente condotte in rete, nei gruppi Telegram, ma che stavolta si sono materializzate sul palazzo più importante della città con scritte offensive con la vernice rossa: da “Assassini” a “Fuck Agenda 2030” e “Id digitale”. Le stesse comparse in varie città italiane. Nico Liberati, che durante la pandemia aveva coordinato il movimento No greenpass in Abruzzo, si è affrettato a smarcarsi pubblicamente: «Atti vili e irresponsabili», ha commentato, «ci auguriamo che gli autori vengano prontamente individuati e identificati».
Il prefetto Flavio Ferdani e il questore Luigi Liguori al momento si trincerano dietro il silenzio. Della riunione convocata ieri mattina assieme ai vertici delle forze dell’ordine preferiscono non farne parola. Il diktat è di accelerare il più possibile con le indagini per assicurare i responsabili alla giustizia. Chi invece ha condannando il gesto, pubblicando le immagini del palazzo vandalizzato, è il sindaco Carlo Masci: «Questa notte, fino alle 3, gli operai di Ambiente, coadiuvati dagli agenti della polizia locale e delle forze dell’ordine, hanno lavorato per ripulire la facciata del palazzo di proprietà della Provincia, sede della Prefettura, per eliminare scritte e simboli No Vax che qualche delinquente imbrattatore si è divertito a dipingere». «Mi auguro che questo personaggio squallido venga presto assicurato alla giustizia», ha poi aggiunto Masci etichettando al singolare l’autore del raid, «rimane il fatto grave dello sfregio a un palazzo istituzionale. Poi, come sempre, in una città, c’è chi distrugge, sporca, fa danni, e c’è chi rimette a posto, pulisce, controlla. Grazie agli operai, agli agenti e a tutti coloro che questa notte sono stati svegli e hanno lavorato per restituire il giusto decoro al palazzo e alla nostra città. Noi teniamo sempre la guardia alta per difendere Pescara». Anche il deputato di Fratelli d’Italia Guerino Testa è intervenuto per «condannare senza sé e senza ma» il «gesto inqualificabile», così come il consigliere provinciale Filippo Mariani che ha parlato di «gesti distruttivi e provocatori».

