Premi Flaiano, l’ira di Tiboni: basta tagli, la Regione ci boicotta

16 Gennaio 2023

Alla vigilia della 50ª edizione, fondi ribassati di 10mila euro E la presidente va all’attacco: «Una valutazione disattenta»

PESCARA. «Accade anche quest’anno che i Premi Flaiano escano sconfitti dall’aiuto della Regione Abruzzo». È l’amaro giudizio di Carla Tiboni, presidente dei Premi internazionali Flaiano di fronte alla «sorpresa, anche quest’anno, dei finanziamenti regionali al ribasso».
Un ribasso di diecimila euro sui contributi per la passata edizione del 2022 che, puntualizza Tiboni, «sono di vitale importanza per un Premio che fa della propria internazionalità un punto fermo, a dispetto di festival locali che si autocelebrano e si collocano già nel panorama internazionale e che invece sono un episodio cittadino, ma che godono di maggiore grazia». Tanto più, rimarca la presidente dei Premi, che in questo 2023 il Premio Flaiano si prepara a celebrare la sua cinquantesima edizione. E per questo aggiunge: «In un momento importantissimo per Ennio Flaiano, in cui finalmente è unanimemente riconosciuta la grandezza di questo intellettuale del novecento, maestro della sceneggiatura e del giornalismo, sembra che si voglia minare il lavoro enorme che Edoardo Tiboni, attraverso l'Associazione Flaiano ed i Premi Flaiano, ha svolto per quasi cinquant'anni, con lungimiranza, avendo capito il genio dell'intellettuale conterraneo che rischiava di andare dimenticato». E per questo, a fronte della nuova «sorpresa», Tiboni dice senza mezzi termini: «Non si può fare l’abitudine a una valutazione disattenta che non considera la qualità dell’evento e che applica criteri che non sono contenuti nella legge regionale 55/2013».
Un aspetto che spiega così: «Noi partecipiamo ai bandi, non abbiamo mai avuto finanziamenti a pioggia e continuiamo in questo modo. Però, non ci sta bene il fatto che ogni anno ci debba essere una sorpresa, a maggior ragione ora in vista del cinquantesimo. Nessuno», precisa, «sta dicendo che i Premi Flaiano debbano prendere più degli altri, ma visto che la legge parla della verifica della qualità dell’evento, allora stiamo un pochino più attenti a quello che andiamo a finanziare, ci saranno pure delle differenze, ci sarà anche il fatto che la cinquantesima edizione ha un’importanza maggiore: ci sono dei criteri che vanno rispettati». (s.d.l.)