Premio al medico e al prof che assistono i migranti

7 Aprile 2016

Le storie di solidarietà si incontrano sabato alla decima edizione dell’Allegrino Riconoscimento a un ragazzo egiziano che da clandestino ha sventato una rapina

PESCARA. Tre storie di quelli che hanno voluto donarsi agli altri e lo hanno fatto con i fatti: chi soccorre i migranti; chi accoglie gli immigrati in casa propria; chi da straniero sventa una rapina e consegna un bandito ai carabinieri. Torna per la decima edizione “Sì all’Uomo”, il premio nazionale “Domenico Allegrino”, una manifestazione che propone testimonianze di persone che si sono aperte alla vita donandosi agli altri. L’iniziativa, ideata e realizzata dal 2007, in occasione della ricorrenza della scomparsa di Allegrino (29 marzo 1999), è in programma sabato alle 9,30 all’auditorium Petruzzi. Ad ascoltare le storie di solidarietà, sul tema dell’immigrazione, dell’integrazione e dell’accoglienza, ci saranno anche gli studenti delle scuole pescaresi: una lezione speciale per riaffermare insieme il valore della vita.

Il dottor Pietro Bartolo ha detto “Sì all’Uomo” da quando, in qualità di dirigente medico responsabile dell’Asl di Lampedusa, ha iniziato a soccorrere i migranti che arrivavano sull’isola, diventata simbolo europeo dell’emergenza profughi e dello spirito di accoglienza. L’instancabile medico, che con grande cuore e umanità aiuta dal 1991 immigrati, bambini e donne che fuggono dalla violenza e dalla miseria, ha ispirato anche il documentario di Gianfranco Rosi, «Fuocoammare» che ha vinto di recente l’Orso d’Oro al Festival di Berlino. Una statuetta che Bartolo stesso, di ritorno dalla capitale tedesca, ha riportato ai lampedusani definendola la “Coppa dei Campioni della solidarietà”.

Altrettanto significativa l’esperienza del professor Antonio Silvio Calò, professore di storia e filosofia al liceo classico Antonio Canova di Treviso: insieme alla moglie e ai figli ha accolto nella sua villetta di Camalò, frazione del comune di Povegliano, 6 immigrati sbarcati in Sicilia: due nigeriani, due ghanesi e due gambiani, tutti dai 19 ai 30 anni. Una decisione che ha preso dopo aver saputo dell’ennesima tragedia in mare. Dall’incontro con gli immigrati che ha accolto nella sua casa, è scaturito un profondo legame affettivo tanto che ora i suoi “ospiti” lo chiamano papà. Calò, per l’esempio dato, ha ricevuto anche l’onorificenza di Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana dal presidente Sergio Mattarella.

Infine, il premio “Sì all’Uomo” andrà a Mousa Shala, giovane egiziano che nel gennaio scorso ha sventato una rapina in un supermercato di Torino immobilizzando e consegnando ai carabinieri un rapinatore armato di coltello. Un gesto coraggioso ed esemplare che l’uomo ha compiuto nonostante fosse clandestino. Mousa, che in Italia ha riabbracciato tre fratelli, ha ottenuto il permesso di soggiorno e ha trovato un lavoro.

Il riconoscimento conferito ai premiati consiste in un’opera realizzata in esemplari unici dall’artista Nadia La Torre. Sarà ospite della manifestazione anche il fotoreporter Stefano Schirato che ha realizzato di recente un reportage sulla crisi dei migranti lungo la rotta balcanica.

La suggestiva atmosfera del Premio sarà creata dalla performance di Giorgio Di Pietrantonio, compositore e polistrumentista che eseguirà brani musicali con strumenti etnici.

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