Presidio del comitato vittime in prefettura

Domani la manifestazione pacifica dei familiari. Provolo: «Rigopiano? È stata una tragedia»
PESCARA. «Nessuno può immaginare quante criticità ho dovuto affrontare». Il prefetto Francesco Provolo saluta la città e le istituzioni e risponde così a chi gli chiede dei giorni maledetti di Rigopiano. «La parola esatta è che si è trattato di una tragedia, che è stata affrontata nel migliore dei modi. Ma al di là di questo», va avanti il prefetto in partenza per Roma, «lascio, per andare in un ufficio del ministero, una direzione centrale di un dipartimento importante quale quello dei vigili del fuoco. Lascio tantissime persone con cui sono diventato amico».
Ma resta la ferita aperta con il Comitato familiari vittime di Rigopiano che dopo la segnalazione del prefetto alla Procura, sulla visita a sorpresa di Matrone nell’ufficio della funzionaria che non aveva creduto all’allarme delle 18,03 del 18 gennaio, domani alle 10 darà vita a un presidio pacifico proprio sotto alla Prefettura. Con lo slogan “Io sto con Giampaolo Matrone”.
Uno slogan per esprimere, come si legge nella nota diffusa dallo stesso Comitato, «tutta la vicinanza e solidarietà a Matrone che, dopo aver perso la moglie sotto le macerie dell’hotel insieme ad altre 28 persone, ed essere rimasto invalido, è stato pure “segnalato” alla Procura dal Prefetto, Francesco Provolo». Una manifestazione che annunciano pacifica mentre, al tempo stesso, chiedono che una loro delegazione «abbia un incontro pacato con il prefetto».
«Il prefetto», va avanti il Comitato in riferimento alla visita a sorpresa di Matrone in prefettura e alla nota successiva di Provolo, «ha lamentato la destabilizzazione di un ambiente già abbastanza sotto stress per la vicenda, quasi a voler chiedere l'apertura di un procedimento. Un'azione che ha profondamente amareggiato Matrone».
«Mi sono limitato a chiedere spiegazioni», ribadisce il pasticcere di Monterotondo sopravvissuto al disastro, «e a domandare perché occupano ancora regolarmente il proprio posto di lavoro coloro che hanno o potrebbero avere responsabilità nella tragedia. Non è accettabile che un cittadino che si reca in un ufficio pubblico, e nel regolare orario di apertura, per chiedere delucidazioni venga quasi denunciato. Se così fosse, bisognerebbe denunciare la maggior parte dei cittadini italiani».

