Preso il bullo terrore dei ragazzini

26 Settembre 2015

Aggressioni in spiaggia con lama e bastone per i cellulari. Il 16enne riconosciuto su Fb e arrestato di ritorno dalla Romania

PESCARA. Da gennaio ha rapinato tre coetanei e ha fatto pure in tempo a tornare in Romania. Adesso, è finito in cella. Insieme a un complice, un 16enne avvicinava i coetanei in spiaggia, le affrontava senza paura, impugnando un taglierino o un bastone, e si faceva consegnare soldi e cellulari. Se avvertivano delle resistenze mostrava i muscoli, i due facevano i duri e intimorivano i ragazzini, che hanno sempre ceduto e obbedito agli ordini senza opporre resistenza. I due bulli hanno messo a segno tre colpi, tra gennaio e marzo, facendo scattare le indagini dei carabinieri della stazione di Pescara scalo, coordinati dal maresciallo Francesco Mingolla, che hanno identificato uno dei due, appena 16enne, di origine romena, e ora è stato arrestato e condotto in una comunità minorile. Identificarlo non è stato semplice ma gli investigatori hanno potuto contare sulla collaborazione delle vittime, che hanno riferito tutto ai carabinieri, sia sullo svolgimento dei fatti sia sulla fisionomia di uno dei due baby-rapinatori, la cui prestanza fisica è rimasta impressa ai ragazzini, colpiti anche dal suo modo di parlare, che faceva molto pensare a un romeno.

I fatti sono avvenuti in pieno centro, nel tratto di spiaggia del lungomare nord che precede la Nave di Cascella, ma lontano da occhi indiscreti. Le vittime sono degli studenti giovanissimi, che hanno dai 16 anni in su e sono stati bloccati mentre si trovavano in spiaggia dal bullo appena arrestato e dal suo complice, non ancora identificato. Il primo episodio si è verificato sulla battigia il 10 gennaio, quando sono stati rapinati tre giovani, dal 16ennecon un bastone, a scopo intimidatorio. Nel secondo caso, il 28 gennaio, sono stati presi di mira due ragazzini, ma non sono state mostrate armi dai rapinatori, mentre il terzo episodio è datato 13 marzo, quando i due balordi hanno affrontato ben 5 ragazzi e il complice del 16enne aveva un taglierino. Il bottino è sempre stato minimo, tra telefonini e pochi spiccioli, ottenuti con le minacce, e in due occasioni le vittime sono state anche strattonate. Poi, per avere la certezza di aver avuto tutto, i bulli perquisivano i giovani.

Un aiuto per identificare il bullo è arrivato da Facebook, dove è stata scovata la foto del 16enne di origine romena, e l’immagine è stata riconosciuto da chi lo aveva visto bene in volto. Il passaggio successivo è avvenuto nelle scuole, dove i carabinieri sono riusciti a dare un nome a quel viso, ma nel frattempo lo studente non proprio modello ha abbandonato la scuola, prima della fine dell’anno scolastico, ed è tornato in Romania. È rientrato solo di recente a Pescara e lo ha braccato il personale del Nucleo investigativo, diretto dal maggiore Massimiliano Di Pietro.

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