Preso il rapinatore delle parafarmacie

Tradito dal video diffuso dalle pattuglie subito dopo il quarto colpo messo a segno ieri mattina in piazza Sant’Andrea
PESCARA. Si chiama Gaetano Manzi, abita a Chieti e ha 29 anni il rapinatore che dallo scorso 13 febbraio era diventato l’incubo delle parafarmacie di Pescara e di Chieti, al punto da tornare per due volte nello stesso negozio, come aveva raccontato esasperata al Centro, pochi giorni fa, la titolare dell’attività di via Venezia.
Ieri pomeriggio, dopo il quarto colpo, stavolta ai danni della parafarmacia di piazza Sant’Andrea, la polizia è riuscita a rintracciarlo e ad arrestarlo. Decisive sono state le immagini delle telecamere a circuito chiuso del negozio, che lo hanno ripreso con chiarezza mentre entrava e poi infilava le mani nella cassa (vedi il video su www.ilcentro.it). E decisiva è stata poi la tempestività con cui i poliziotti che sono intervenuti subito dopo la rapina hanno inserito quelle immagini nella chat di WhatsApp visibile a tutte le pattuglie impegnate nel dispositivo di controllo del territorio predisposto dal questore Francesco Misiti. Tempo tre ore e proprio grazie a quel video, e alla perfetta collaborazione tra reparto Prevenzione crimine “Abruzzo”, la squadra Volanti e la squadra Mobile, una di queste pattuglie ha riconosciuto il giovane mentre camminava all’inizio di via Tiburtina. E l’ha bloccato.
Con la cadenza meridionale (è originario della provincia di Caserta) e i tre tatuaggi a stella su un polso, particolari descritti dalle vittime delle rapine come la sua corporatura (alto esile e biondino), Manzi a quel punto ha ammesso tutto.
E cioè: ha ammesso di essere lui il rapinatore che poco prima, intorno alle 13, aveva minacciato verbalmente la ragazza al bancone della parafarmacia di piazza Sant’Andrea portando via 400 euro dalla cassa; ha ammesso di essere stato sempre lui a commettere la doppia rapina alla parafarmacia di via Venezia, il 13 e il 19 febbraio. E infine ha ammesso di essere stato sempre lui, il pomeriggio di quello stesso 19 febbraio, ad affrontare la dipendente della parafarmacia Teate di via Papa Giovanni XXIII, a Chieti fuggendo con l’incasso.
Identica la dinamica utilizzata dal 29enne e identica la rabbia e il senso di frustrazione delle rapinate, tutte donne. Un senso di impotenza che aveva raccontato al Centro, mercoledì, la dottoressa Patrizia De Gennaro dopo che a distanza di sei giorni si era ritrovata davanti quel giovane a volto scoperto che, sempre minacciandola di morte, aveva aperto indisturbato la cassa e l’aveva ripulita di tutto quello che c’era dentro, 150 euro. Ma poi, a differenza della prima volta, la dottoressa l’aveva anche inseguito urlando, ma è caduta e si è dovuta fermare. La polizia, che arrivò subito dopo, ascoltò il racconto e la descrizione che ne fece, ma non c’erano le telecamere a completare il quadro. C’erano però nella tarda mattinata di ieri, nella parafarmacia di piazza Sant’Adrea che hanno ripreso tutto. Si vede il 29enne che entra e si avvicina al bancone mentre dall’altra parte la farmacista gli va incontro. Ma lui non chiede, la minaccia di morte. E anche se non ha armi, quel faccia a faccia inaspettato e minaccioso per la vittima, si trasforma subito nell’ennesimo lasciapassare per quel giovane che tranquillo e indisturbato ripulisce la cassa e se ne va. Tre ore di libertà ancora, poi l’arresto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

