Prete accusato di violenza la procura chiede il processo

4 Luglio 2015

PESCARA. La procura ha chiesto il processo per don Vito Cantò, l’ex parroco di Villa Raspa di Spoltore accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 15 anni, oggi maggiorenne. L’udien...

PESCARA. La procura ha chiesto il processo per don Vito Cantò, l’ex parroco di Villa Raspa di Spoltore accusato di violenza sessuale nei confronti di un ragazzino di 15 anni, oggi maggiorenne. L’udienza davanti al gup Gianluca Sarandrea si terrà il 13 ottobre prossimo. Stando all’accusa, i rapporti sarebbero avvenuti nell’alloggio canonico del prete. A denunciare i presunti atti di violenza, prima alla Curia e poi alla squadra mobile di Pescara, diretta da Pierfrancesco Muriana, sono stati i genitori del ragazzo, che frequentava la chiesa di San Camillo e che si sarebbe confidato con i genitori solo l’anno scorso. I rapporti finiti al centro dell’indagine ci sarebbero stati tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012. Secondo gli atti dell’inchiesta, coordinata dal pm Salvatore Campochiaro, i rapporti sarebbero avvenuti senza costrizione fisica ma, a distanza di mesi, avrebbero provocato una crisi di identità sessuale al quindicenne. Durante l’incidente probatorio, due periti nominati dal gip hanno stabilito che il giovane è credibile.

Accanto all’inchiesta penale, il prete sta affrontando anche il processo canonico ancora in corso, ma che si chiuderà prima di quello civile. In quella sede il parroco originario di Cepagatti, lasciando sempre aperta la strada dell’assoluzione, rischierebbe dalla pena più blanda, come una limitazione del ministero o l’obbligo di dimora in una struttura protetta come un monastero oppure la più alta prevista: la dimissione, la perdita dello stato clericale.