“Prima del film” del teramano Chiarini al Festival di Roma

Nel documentario cineasti come Bellocchio, Scola e Virzì raccontano come nascono i disegni preparatori alle riprese
TERAMO. Il documentario “Prima del film” diretto dal regista teramano Marco Chiarini e dal critico e filmaker romano Mario Sesti, viene proiettato dopodomani, giovedì 23, al MAXXI nell’ambito del 9° Festival internazionale del film di Roma, in corso in questi giorni nella capitale. La proiezione, in programma alle ore 18, sarà seguita da un incontro con tre grandi firme italiane della settima arte, Ettore Scola, Marco Bellocchio, Paolo Virzì, che compaiono nel docmovie insieme a Marco Giusti (autore televisivo, papà di “Blob”), Alessandra Mammì (storica dell’arte e giornalista), e al filmaker teramano Cristiano Donzelli, richiestissimo storyboard artist.
“Prima del film” nasce dall’omonima mostra ospitata la primavera scorsa a Teramo nella galleria civica L’Arca, il laboratorio delle arti visive contemporanee diretto da Umberto Palestini. L’esposizione, curata da Sesti e Palestini, e da Chiarini e Dimitri Bosi per il Cineforum Teramo, offrì una bella carrellata di immagini disegnate da Federico Fellini, Ettore Scola, Paolo Virzì, disegni quasi mai preparatori alle riprese ma semmai fantasticherie a briglia sciolte, schizzi, ghirigori, figurette e caricature. Immagini testimoni della galoppante fantasia dei tre registi, molto lontane da qualsiasi forma di previsualizzazione delle inquadrature del film, ciò che avviene invece con lo storyboard, vera e propria sceneggiatura disegnata inquadratura per inquadratura.
Il bel documentario “Prima del film”, che ieri mattina è stato proiettato in anteprima a Teramo a L’Arca per la stampa e per gli studenti del liceo artistico “Guido Montauti”, ribadisce attraverso la viva voce dei protagonisti quanto emergeva dalla mostra e rinnova la visone delle immagini disegnate dai cineasti. Nel doc, come detto, viene intervistato oltre a Ettore Scola e Paolo Virzì anche Marco Bellocchio, non presente nella mostra ma anch’egli legato al disegno e alla pittura da una lunga frequentazione: «La scoperta del cinema mi fece dimenticare la pittura», spiega nel filmato il regista de “I pugni in tasca”. «I miei schizzi sarebbero un lavoro preparatorio ma in realtà non li ho mai portati sul set». «L’idea di disegnare prima le inquadrature è sbagliata. Solo quando inizi il lavoro con gli attori capisci come girare le scene», sostiene a sua volta Virzì, autore di brillanti caricature. «Si tratta di ghirigori, figure, schizzi, buttati giù per chiarire un gesto, un personaggio, un costume ai miei collaboratori. Non ho mai utilizzato i miei disegni per il lavoro di regista» aggiunge Scola. Accompagnati dalle loro immagini, bozzetti, disegni, caricature, arzigogoli, i tre registi raccontano nel film di Sesti e Chiarini (che ha realizzato anche le animazioni) il piacere di disegnare, e parlano anche del talento per la matita di Fellini.
Talento prestato, non ancora ventenne, al giornale satirico romano Marc’Aurelio, e poi esploso con le celebri visioni oniriche di donnoni grandi forme, tradotte sullo schermo in personaggi indimenticabili come la Gradisca, la Saraghina, la tabaccaia di “Amarcord”. Il documentario, della durata di 40 minuti, è stato realizzato con il sostegno di Comune di Teramo, Fondazione Tercas, Regione Abruzzo, ed è stato prodotto dal Cineforum Teramo con la collaborazione di Mama Studio, Naca Arte, L’Arca.
“Prima del film” non è l’unica presenza abruzzese al 9° Festival internazionale di Roma. Giovedì scorso la rassegna capitolina si è aperta con la seziona “Alice nella Città” e il film di Giulio Base “Mio papà”, girato tra San Benedetto del Tronto e Ortona e sulle piattaforme petrolifere in Adriatico. Sabato, nella sezione principale del festival, Gala, è stata invece la volta di altri due autori teramani, il compositore Enrico Melozzi e lo sceneggiatore Pietro Albino Di Pasquale, presenti in “Buoni a nulla”, terzo film di Gianni Di Gregorio, rispettivamente come autore della colonna musicale e come autore dello script insieme al regista. Che è romano, anzi trasteverino come tiene a precisare, ma ha origini familiari teramane a Penna Sant’Andrea.
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